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Musiche e ritmi popolari al “Tarantabella etno folk festival”

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A Lamezia Terme, nei giorni 26-27-28 luglio, presso Piazza Roma nel quartiere Bella, si è svolto per il terzo anno consecutivo la manifestazione “Tarantabella etno folk festival”, organizzato dall’Associazione culturale Gramigna, coinvolgendo le tradizioni popolari calabresi, campane e pugliesi. A coordinare il tutto c’era Ciccio Nucera, direttore artistico, ma ancor prima suonatore popolare di organetto e tamburello, proveniente da un piccolo paesino, Gallicianò, in provincia di Reggio Calabria, dove ancora si parla il greco antico, e che ormai è diventato un’icona nel panorama della musica popolare, insegnando tutto il suo sapere, dal “lu sonu” a “lu ballu”, in tutte le provincie calabresi. La prima serata ha visto salire sul palco, le DAUNIASISTA, cantatrici dell’Alto Tavoliere della Puglia, tra le quali la famosa voce di Roberta Palumbo, originaria di Apricena, paese di origine di Matteo Salvatore, grande cantautore popolare, voce femminile ormai da anni dei famosi Cantori di Carpino. A seguire il famosissimo Mimmo Cavallaro con Cosimo Papandrea e Tarantaproject, gli stessi che l’anno scorso hanno avuto l’onore di aprire il concerto del 1 maggio a Roma. La seconda serata è stata dedicata interamente alla Ciccio Nucera Kalabria Orchestra, che a fianco dello stesso, insieme a Roberta Palumbo, si sono esibiti suonatori del calibro di Ettore Castagna (antropologo culturale, maestro della lira calabrese), Francesco Loccisano (maestro di chitarra battente), Sandro Sottile (musicista e polistrumentista, ha collaborato con Eugenio Bennato, i tamburellisti di Torrepaduli, i cantori di Carpino), Nicola Costantino (costruttore rinomato di organetti e polistrumentista), Peppe Zindato (suonatore e rappresentante dei Cumelca, associazione di Gallicianò, che porta avanti le tradizioni popolari), Franco Umile Servidio (suonatore della Sila Greca), Scialapopolo, (suonatori lametini), Nando Brusco (cantastorie) e tanti altri. Si sono alternati sul palco diversi ospiti: la ballerina Roberta Parravano, studiosa delle danze popolari e non solo, che si è esibita sulle note della lira calabrese di Ettore Castagna. A seguire Simone Carotenuto, cantante di tamurriate, insieme ai due bravissimi ballerini Domenico Falciano e Ilaria Salese. Inoltre non è mancata la pizzica salentina, in un contesto così variegato, grazie alle esibizioni di Chiara Bello e Lucia Cervone. Per quanto riguarda la tarantella viddanedda gaddicianisa, si sono alternati i giovani allievi del Maestro Ciccio Nucera: Giusy Spina, Serena Piperata, Anna Facciolo, Ilaria Fabiano, Basilio Petrolo e Domenico Santoro. La terza serata è stata aperta da Ciccio Ruberto e i Kàntharos, gruppo di musica popolare proveniente dalla stessa Lamezia Terme. A chiudere il festival ci hanno pensato Li belli tamburi feat Tony Esposito, con un repertorio di canzoni popolari lucani per i primi. Tony Esposito è un musicista, cantautore e percussionista italiano. La sua musica è ispirata da sonorità provenienti da molti Paesi del mondo, mescolate a ritmi tribali e melodie tipiche della musica partenopea. L’originalità del suo approccio si può ritrovare nell’invenzione di strumenti unici come il tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani: “Kalimba de luna”. Vanta collaborazioni con grandi cantanti italiani, Pino Daniele, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco De Gregori. Non sono mancati, durante l’intera durata del festival, stage gratuiti di pizzica, tamurriata e tarantella calabrese, la viddanedda, insieme a corsi di organetto, lira calabrese, chitarra battente, tamburello e zampogna. Dalla mattina fino a notte fonda, suonatori tradizionali come Giovanni Rossomanno e Alex De Rito hanno girato l’intero quartiere. La manifestazione ha riscosso un enorme successo, portando in Piazza Roma, tanta gente, che non si è mai fermata al suono e al ritmo della musica.

Un’esplosione di energia positiva sembrava esserci nell’aria, quell’energia che un po’ tutti ricerchiamo, che a volte serve per strapparci un sorriso. Chi è appassionato di musica popolare, e ha potuto partecipare a questa manifestazione, avrà colto i vari aspetti caratteristici di questo ambiente, dalla semplicità alla convivialità, dall’accoglienza alla voglia di divertirsi. Un grazie particolare va all’associazione Gramigna che ha ospitato sia i musicisti che i ballerini e li ha fatti sentire a casa, lavorando giorno e notte perché non potesse mancare nulla, facendo altrettanto con il pubblico giunto per assistere allo spettacolo.

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