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Addio a Chris Cornell, tra lo stupore di fan e colleghi ci lascia la pietra miliare del grunge

Una delle più belle voci del grunge mondiale ci ha lasciati lo scorso 17 maggio, con grande stupore di fan e colleghi. Il ricordo di Achille Salerno

Cornell

Alcune storie – specie se legate al mondo del musica rock – non possiedono un lieto fine. Quella di Chris Cornell sembrava essere una fiaba interessante, intrigante, intensa, ma lo scorso 17 maggio è stato ritrovato senza vita in una camera d’hotel, subito dopo un concerto tenuto a Detroit con i Soundgarden. Poche ore dopo, la notizia del suicidio e la mente è subito tornata all’aprile di 23 anni fa, quando un altro rocker, Kurt Cobain, fu ritrovato privo di vita nella sua casa di Seattle.

La cittadina statunitense era stata al centro di un vorticoso e imponente genere musicale tra la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90: il grunge. Band come Nirvana, Alice in Chains, Pearl Jam e i Soundgarden, avevano fatto conoscere al mondo intero la pura e provocatoria rabbia celata dietro chitarre distorte e voci dissacranti. Un fenomeno che avrebbe cambiato la musica intera.

Chris Cornell era partito proprio da Seattle, da un contesto non semplice e in cui si covava la grinta, la voglia e la rabbia da far esplodere attraverso testi che richiamano stati d’animo e condizioni esistenziali particolari. Aveva dato vita ai Soundgarden, poi agli Audioslave e si era dato anche alla carriera solista, quest’ultima ricca di soddisfazioni. Aveva composto colonne sonore per alcuni film (Casino Royale 007, il più celebre) e ampliato il suo repertorio acustico con ultimi lavori come ad esempio il recente e bellissimo Higher truth.

Una carriera luminosa, fatta di successi e ammirazioni, ma che sembra non essere bastata al talentuoso rocker americano, che ha spiazzato fan e colleghi increduli per la scomparsa di un altro grande interprete della musica mondiale.

Ciao, Chris.

 

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