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L’estro musicale di McFerrin ad Armonie d’Arte

Estro musicale, talento, un’estensione vocale straordinaria e tanta improvvisazione hanno reso indimenticabile il concerto di Bobby McFerrin, primo appuntamento del Festival Armonie d’Arte

Domenica 19 luglio a salire sul palco per inaugurare la quindicesima edizione del Festival Armonie d’arte, ideato e diretto da Chiara Giordano, è stato un protagonista indiscusso della musica internazionale: il cantante statunitense Bobby McFerrin.

Artista poliedrico, McFerrin non è tuttavia solo un semplice cantante; nel corso della sua carriera ha attraversato diversi generi musicali: etnica e folk, reggae, musica classica fino a divenire anche direttore d’orchestra. E, soprattutto, ha aperto nel solco della tradizione jazz, grazie alla sua inconfondibile voce, una nuova prospettiva di creatività musicale basata sull’improvvisazione. Svolgendosi in modo del tutto inedito, sotto la guida dell’imprevedibile McFerrin – accompagnato da Francesco Turrisi alle tastiere, Andrea Piccioni alle percussioni e Ben Davis al violoncello – , il concerto di domenica scorsa ha messo insieme tutti questi elementi, regalando ai presenti uno spettacolo indimenticabile: due ore di concerto rese vive dalla straordinaria estensione vocale (quasi quattro ottave) di McFerrin e dalla sua grandiosa capacità di produrre arte in maniera estemporanea.

Bobby McFerrin

Difficile definire le sue performance musicali: McFerrin si avvale di tutti gli artefici delle sue corde vocali senza seguire nessuna scaletta. Tra percussioni con il palmo della mano sul petto per dettare il ritmo, canzoni sillabate con maestria e accenni quasi timidi al grande successo di sempre,  Don’t worry, be happy, il cantante statunitense ha anche scherzato con il pubblico e si è divertito a spronarlo più di una volta affinché imitasse i suoi virtuosismi vocali, oppure invitando delle giovani ragazze a dilettarsi, sulle due note, in una danza.

Bobby McFerrin

Improvvisazione, estro musicale, talento e arte hanno incontrato, sotto il chiarore della luna, la fulgida bellezza sprigionata da Scolacium. E poco importa se l’artista ha salutato frettolosamente il pubblico senza concedere il tanto agognato bis.

http://www.armoniedarte.com/

Foto: Antonio Raffaele

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