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“La Rivincita del Classico”: l’inno all’Hip-Hop nel primo album di King OM

Vi ricordate di King OM? Come chi?! King OM, per gli amici Luca, il giovane e irriverente rapper di Latina, un nome già noto agli amici di Pauranka (http://pauranka.it/cultura/musica/intervista-al-rapper-king-om/). Ebbene, il ragazzo non si ferma, mette in piedi collaborazioni, viaggia in lungo e in largo per la penisola, si lascia attrarre, spesso e volentieri, dai mercatini dell’usato e, dirò la verità, chiacchiera anche molto. È un flusso continuo di parole –  flusso inarrestabile che si ripropone anche nelle sue metriche – e, soprattutto, di idee. Zampillano, gli illuminano gli occhi, non può trattenerle. Ma non rimangono in aria, appese alle nuvole, anzi si traducono in canzoni, in basi beat, in testi sagaci e lucidi. Così a giorni uscirà il suo primo album − del quale  ho avuto il privilegio di ascoltarne alcuni pezzi in anteprima − : La rivincita del classico. Niente nostalgia per epoche mai vissute o un’esaltazione del famoso detto “si stava meglio quando si stava peggio”, né tantomeno paura del futuro e rimpianto del passato che mai tornerà: non troveremo nulla di tutto ciò nelle 11 tracce che compongono il disco; nessun lamento deleterio, già sentito e sicuramente non originale.

king OM 3

La ricerca di Luca è vivace, speranzosa, contaminata da tutto quel che stimola la sua percezione, il suo interesse fertile per la musica, nuova quanto datata. Ruba riff dal prog, attinge dal soul e dal jazz, prende energia e ritmo dal punk, ma soprattutto ritorna ai suoi maestri dell’hip-hop, Busta Rhymes su tutti. La Old School in particolare, il periodo d’oro del rap. Gli anni Novanta. Chi l’ha detto che hanno fatto solo danni all’ambiente culturale e artistico? Che non hanno lasciato germi, stile e moda? King OM è tornato lì, a quando era ancora poco più che bambino, esalta quel clima, lo rivive a suo modo, “perché è fondamentale e basilare per un’amante dell’hip hop informarsi e apprezzare le radici musicali di questa cultura”. E poi il classico inteso come origine, principio di arte, base per tutte le architetture culturali nate e proliferate negli anni, nei secoli. Quindi il rimando scelto ed esplicito a George Méliès e al suo lungometraggio Voyage dans la lune del 1902, considerato il primo prodotto cinematografico di fantascienza, le cui immagini sono oggi icone e rientrano a pieno titolo nella storia del cinema (qualcuno ricorda il film Hugo Cabret di Martin Scorsese nel 2011?). Amore incondizionato per il mondo retrò e vintage, in particolare per la Francia, già palesato nella produzione di un ep che ha anticipato questa nuova uscita discografica, Le Voyage appunto (qui in free-download: http://www.mediafire.com/download/roojq28cpo26tz2/King+OM+-+Le+Voyage+EP.rar).

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Se nel film di Méliès il proiettile arriva a colpire la luna in un occhio, King OM si lascia invece colpire dal microfono, dalle sue vibrazioni. Non guarda il dito che indica la luna, ma invita a seguire il fascino della bellezza, ancora in grado di fuoriuscire da vecchi pezzi musicali, da molti creduti soltanto materiale polveroso. Una ricerca meticolosa e attenta caratterizza il lavoro di Luca: le sue giornate sono vissute spesso tra le suggestioni di curiosi mercatini; qui spulcia tra le bancarelle alla ricerca vinili usati, fedeli e insostituibili compagni di viaggio. Proprio il vinile, vera e propria materialità della musica (http://pauranka.it/cultura/musica/nostalgia-o-riscoperta-del-vinile/), è il tema di una sua canzone, il cui video, visibile dal 25 settembre grazie alla regia di Fabio Falzarano, ha un titolo inequivocabile: Salva il vinile.

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In questo brano, che anticiperà l’uscita dell’album, si intrecciano a colpi di scratch Dj Amaro, Dj Boophera e Dj Terzopiano. Il groove di “Pressione” contagia da subito prima di cambiare ritmo, facendosi più insistente e lasciando solo la voce di Luca a farla da padrone. “Ooright Stop” parte senza avvertire, il flow coinvolge e toglie il fiato, grazie anche alla collaborazione di Jack Hertz: è un sincero inno all’hip-hop. Ma prima di sentire tutte le altre canzoni, il pezzo che a mio giudizio rappresenta la migliore dichiarazione d’intenti lo si trova sull’ep Le Voyage ed è La mia rivincita, eseguito con Nazzareno.

Oltre a quella degli artisti già citati, l’album vedrà la collaborazione anche di Fria, Luca Cannizzo, Noise BeatBox, Mr.Mine, Skuba, Mask e Dj Dibba. Il tutto è stato autoprodotto e registrato presso l’OM Studio, missato allo studio Hertz e il mastering è di INVADHERTZ.

Non solo produzione musicale: vanno anche ricordate alcune attività che sono valse a King OM esperienza, ottimi rapporti e probabili future collaborazioni con mestieranti del settore. Basti pensare agli ottimi risultati conseguiti nelle gare di freestyle – durante le quali tutti i rapper partecipanti si sfidano a colpi di rime e l’arbitro è l’applauso degli ascoltatori – che si sono tenute tra Latina e provincia (qui ha ricevuto in premio, tra l’altro, “un pantalone di tuta, l’unico che mi sta perfettamente”), al piazzamento in semifinale al contest Microphone Masta a Torino, ottenuto insieme al compagno JakBeatbox, motivo in più d’orgoglio, e poi ancora al suo coinvolgimento nel progetto teatrale della compagnia Maia di Latina. Lo scorso dicembre, infatti, ha tenuto un corso di freestyle per gli attori che ha permesso loro di imparare nuove cose tramite un innovativo e stimolante metodo di studio, sempre rivolto ad una crescita costante.

Che dire, mentre scrivo e parlo di lui, probabilmente è già in giro per qualche mercatino, trotterellando con una comoda bici, datata anch’essa, facendo notare la sua chioma bionda, magari chiacchierando con venditori di dischi usati sul periodo d’oro degli Os Mutantes. Forse non fuggirà veloce, ma può arrivare lontano. Se non è ancora da sposare, sicuramente è da seguire.

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