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Intervista al rapper King OM

Accendi la televisione e nei vari programmi di intrattenimento, siano essi i numerosi talent show musicali o i più classici spettacoli di varietà, c’è almeno un esibizione di hip-hop. Sintonizzi la radio, mentre riposi o sei alla guida, e ti accorgi del ritmo frenetico, del flow di parole su parole collegate da rime: è una canzone rap. Che piaccia o che si detesti, non si può fare a meno di indagare e conoscere questo fenomeno musicale.

I parolieri più bravi si fanno chiamare Mc, master of ceremonies, a volte impegnati nel beatboxing e nel freestyle. Diventare Mc è l’ambizione di chiunque si definisca rapper. Quindi ci si allena nell’escogitare giri di parole, raggiri e doppi sensi. Usano il senso comune, ma lo deturpano, lo spezzano. Per una rima riuscita, una metafora pungente, un’allegoria schietta farebbero carte false. Il risultato è uno schiaffo, ma immaginario, d’impatto morale. Sono ragazzi e ragazze, o sedicenti abitanti della strada, delle piazze notturne. Non vogliono il successo, non sempre, ma desiderano approvazione, rispetto della crew. Non portano giacche e cravatte, non si profumano con acqua di colonia, ma vestono comodi, talvolta con abiti più larghi di loro (forse li trovate buffi?), cappelli a visiera o cappucci.

king OM 1Per chi non l’avesse ancora capito, “sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi” (prendendo spunto da un celebre verso di Frankie hi-nrg mc), figli di una cultura underground, magari carica di rabbia, risentimento, incomprensione. Così, la voglia di chiacchierare con qualcuno che ne sa di più di me, qualcuno immerso in questa scena, è stata giustificata, più che lecita. Costui è King OM, all’anagrafe Luca, 23 anni, attivo a Latina. Coetaneo e concittadino, insomma. Oltre alla sua capigliatura riccioluta, di cui va più che fiero, mi hanno attirato le sue rime, il suo suono, il suo approccio non disfattista.

Innanzitutto, da quanto tempo fai rap e cosa ti ha colpito di questo genere?

Faccio rap da 10 anni, penso che con l’hip hop posso comunicare i miei stati d’animo in modi diversi rispetto agli altri generi musicali.

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La scena rap/hip hop è in ascesa, in Italia come a Latina. Cosa ne pensi, come ti rapporti con questo fenomeno che va sempre più di moda?

Se vuoi fare musica bisogna affrontare per forza “la scena”, quindi il confronto con il pubblico, qualunque esso sia. Così mi rapporto in modo distaccato ma allo stesso tempo attento.

Hai prodotto degli ep. Parlami del lavoro di produzione: è difficile iniziare a “fare musica” da zero? Le etichette musicali sono di aiuto?

Per ora ho fatto uscire un Mixtape e un EP, faccio Beat da un bel po’ e ho imparato tutto da solo. Il mio consiglio comunque è di non prendere la cosa sotto gamba. Ormai le etichette sono di diverse sfaccettature, puoi trovare quella più snob o quella indipendente e disponibile.

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Quali sono i tuoi esempi musicali? Hai rapper di riferimento o, più in generale, cantanti che hanno influito su di te?

Il mio idolo indiscusso è Busta Rhymes, ma hanno maggiore influenza su di me artisti che non fanno parte dell’Hip Hop, per esempio Louis Armstrong, Fats Waller, Lee Perry.

In un mondo in cui si parla solo di crisi economica e di come uscirne, fare musica può essere un lavoro?

Fare Musica può essere una cosa bellissima, secondo me, se si riesce nell’intento di renderla il proprio lavoro. Se si fallisce e non si trova tanto guadagno rimane comunque una bella soddisfazione.

Ascoltando una canzone rap, spesso ci si imbatte in usi comuni del linguaggio che mirano all’offesa, alla “distruzione” di un presunto avversario, come fosse una sfida con altri cantanti, altri MC. Questa abitudine non rischia di essere fraintesa e giudicata negativa se esposta nei grandi schermi o in piazza?

L’offesa fa parte della cultura Hip Hop, ma secondo me questa cosa non va presa sul serio: certo, è vero, chi non ascolta Hip Hop ha una realtà un po’ distorta dell’offesa all’ “MC immaginario”. Anch’io uso farlo, se magari c’è un gioco di parole sotto o se strappa un sorriso all’ascoltatore, è divertente e niente più.

Canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UC_p6oULfSN3VdaoF2F3s8xg

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