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Il sogno di Vaniggio

VANIGGIO – SOLO UN SOGNO

Artista: Vaniggio

Titolo: “Solo un sogno”

Autore: Ivan Griggio

Editore: Music Force

Etichetta: Music Force

Catalogo: MF 089

Recensione:

Chitarre distorte, linee di basso articolate, organo hammond e voce graffiata. Con questo sound si presenta a primo impatto Ivan Griggio, in arte Vaniggio, con il suo primo album da solista “Solo un sogno”, uscito poco più di un anno fa il 29 Marzo 2019.

Ma per capire meglio questo artista dobbiamo fare un tuffo nel passato.

Ivan, infatti, già da giovanissimo inizia a suonare il basso e arriva a fondare nel 1993 la sua prima band, i “Versivari”, band dal suono crossover tra metal e rap, genere che caratterizzava la scena musicale underground italiana degli anni ’90 e che era fortemente ispirato a band americane come Rage Against the Machine o Deftones.

I Versivari in quegli anni acquistano subito molta popolarità nel territorio ticinese e nel Nord Italia, tanto da arrivare ad aprire i concerti di artisti come Ligabue o Elio e le storie Tese.

Di loro ricordiamo per esempio il singolo “Comincio a volare“, con il quale partecipano al “Marlboro new Talents 96“, riscuotendo un enorme successo.

Successivamente Ivan frequenta la scuola di musica moderna EJMA a Losanna e inizia una serie di collaborazioni da bassista, come quella con il cantautore “Gionata” o la band industrial metal “Matamachete” con cui pubblica due dischi e un video.

Nel 2007 torna nei Versivari, stavolta come vocalist e nel 2012 pubblica con la Visionari Film il suo primo video “Belli e simpatici per forza”, un brano in cui l’artista sperimenta suoni elettronici e più minimal. Il video viene in quel periodo molto trasmesso da radio e reti della Svizzera italiana.

Dopo aver collaborato con George Merk (figlio di Rita Pavone e Teddy Reno), incidendo alcune tracce ed essere quindi entrato in contatto con Red Ronnie, grazie alle partecipazioni al “Roxy Bar”, Ivan inizia a suonare la batteria e avvia una collaborazione con l’autore Max Deste, che dà il via al progetto Vaniggio, dapprima con la pubblicazione del singolo “Nuova luce” (feat. Dj Costa) nel 2017 e poi con l’album “Solo un sogno” nel 2019.

L’artista quindi vanta una lunga e varia esperienza, che non si è fermata ad un solo genere, ma ha raccolto influssi da diversi mondi, partendo dal rap-metal dei primi tempi, passando per l’industrial e l’elettronica e con il tempo ha assunto una vena sempre più cantautoriale.

Nell’album, infatti, troviamo un sound rock-blues, che ci riporta ai gruppi storici come i Deep Purple o The Doors, grazie soprattutto all’uso dell’organo hammond, al quale sono affidati anche alcuni soli, oltre che la funzione di riempimento nei ritornelli.

Spesso gli arrangiamenti, uniti alla voce graffiata sugli acuti, ci ricordano Vasco, ma non mancano momenti di chitarre acustiche e riff più melodici, come nella traccia Solo un sogno, che ci riconduce più al sound di Ligabue (entrambi gli artisti sono presumibilmente ispirazioni per Vaniggio). Nei brani Dai un nome alle cose e Una carezza non vuol dire amore la sonorità si sposta più verso il blues, soprattutto nella seconda, anche con l’utilizzo del pianoforte oltre che all’immancabile hammond.

In tutto ciò viene mantenuta comunque una certa aggressività, dovuta alle influenze più heavy del cantuautore, che si fa più viva per esempio nella traccia Favole, nella cui strofa i riff di chitarra distorta fanno da risposta alla parte vocale più parlata.

In questi ultimi lavori l’artista sembra aver messo completamente da parte le sonorità elettroniche che si notavano in precedenza. Chissà se nei lavori futuri le ritroveremo, per il momento sognate con un po’ di sano rock all’italiana.

Tracklist:

A volte basta

Amoreuncazzo

Ogni vestito

Dai un nome alle cose

Solo un sogno

Mai come sembra

Una carezza non vuol dire amore

Favole

Stessi sbagli

 http://www.musicforce.it/catalogo-produzioni/1927-vaniggio-solo-un-sogno
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