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Herbie Hancock chiude il Festival d’autunno in una serata unica per Catanzaro

HHSi è conclusa, sabato 22 novembre, la rassegna musicale e culturale Festival d’autunno del teatro Politeama di Catanzaro, sul palco un ospite d’eccezione: il jazzista americano Herbie Hancock.

Un evento imperdibile per i cittadini calabresi e non solo, poiché quella nel loro capoluogo di regione è stata l’unica data italiana del tour europeo di Hancock.

Così dopo il tango e la poesia di Bacalov e Placido, la samba e la bossa nova di Tania Maria, il viaggio nel continente americano, ideato dalla direttrice del Festival Antonietta Santacroce, si conclude a nord con la musica jazz. Eppure la musica di Hancock non è unicamente jazz, anzi è impossibile applicare etichette di genere per un pianista che attraversa i generi musicali, li plasma, finendo con innovarli. Partendo dal jazz, dunque, Hancock passa dal funk, all’hip-hop, arrivando fino alla musica elettronica.

Tutto ciò prende direttamente vita sul palco del Politeama. La platea ha avuto, da subito, la percezione di assistere a un evento unicoUn teatro sold-out con un pubblico da grandi occasioni e molto eterogeneo nella sua composizione: giovani, signori e signore, cultori della musica e semplici curiosi. Di fronte a loro un allestimento da brividi: un piano classico gran coda Fazioli, circondato da due tastiere elettroniche più una portatile a disposizione di Hancock insieme a una miriade di altri arnesi multimediali.

Questa la postazione dalla quale Hancock contamina gli stilemi più classici prodotti dal suo Fazioli con virtuosismi tutti elettronici. Un’officina musicale che ha un contributo essenziale nel vulcanico batterista Vinnie Colaiuta, musicista di grandi star come Sting e Anastacia, e nel bassista James Ganus, giunto direttamente dal ʺSaturday Night liveʺ, programma televisivo tra i più seguiti dagli americani.

palcoLa band offre due ore interrotte di concerto, tra i diversi pezzi proposti troviamo Actualproof, brano degli anni Settanta; Cantaloupe composto, spiega Hancock, dialogando con il suo pubblico, quando aveva soli 22 anni. Brano riproposto nel corso degli anni, al suo pubblico, in più versioni tra cui ora una appositamente realizzata per Catanzaro.

Leitmotiv della serata la hit Rockit che valse a Hancock, nel 1983, uno dei suoi quattordici Grammy. All’interno del concerto il musicista ritaglia, inoltre, uno spazio tutto suo durante il quale rimasto solo sul palco regala un momento intimo e musicalmente molto classico.

Pioniere del funk, icona della musica modernaantesignano di quella elettronica un genere, quest’ultimo, sul quale pochi artisti al mondo hanno avuto l’influenza di Hancock. Un pezzo di storia della musica è passato, sabato scorso, per il teatro Politeama di Catanzaro e ha scritto una delle pagine più belle nella storia di questa città.

Foto http://www.festivaldautunno.com/schede/hancock-gallery_43.html/ e Video https://www.youtube.com/watch?v=7kfPkWZLLpo 

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