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Drones: la disumanizzazione targata Muse

Scenari Postmoderni e predominio dei Droni nel nuovo concept album del Power-Trio britannico: Drones

Il 9 Giugno è stata una data importante per i Muse ma soprattutto per i milioni di fan sparsi per il globo, da mesi impegnati in un nevrotico count-down che si sarebbe concluso proprio con l’arrivo di questo giorno. Il Power-Trio britannico capitanato dall’inconfondibile e ammaliante voce di Mattew Bellamy pubblica il settimo album di inediti: Drones, uno dei dischi più attesi (o strategicamente pompati dai social network?) del 2015, prodotto da Robert John “Mutt” Lange (che non ha bisogno di presentazioni per chi di musica se ne intende) presso il Warehouse Studio a Vancouver.

drones

«Questo album analizza il viaggio di un essere umano, dalla sua perdita di speranza e dal senso di abbandono, al suo indottrinamento dal sistema per divenire un drone umano, fino all’eventuale defezione da parte dei loro oppressori» − spiega il Frontman alla stampa − «in questo disco torniamo alla musica “suonata” e ad usare i nostri soliti strumenti, ossia chitarra, basso e batteria.  Un disco in qualche modo più grezzo, più rock».

Da una recente intervista rilasciata dal bassista Chris Wolstenholme a “Music Feeds” si evincerebbe anche l’ipotesi/volontà del Trio di trasformare Drones in un vero e proprio Musical.

Anche la copertina del disco lancia un messaggio forte: pedine, più che uomini, marciano verso il nulla in file geometricamente predisposte, pilotate dall’alto da un ente supremo che a sua volta è gestito da una leva che gli manovra la mente.

drones muse

Dodici le canzoni che compongono questo concept album incentrato sul tema della crisi dell’individuo, fulcro di una società in declino che ha creato le macchine perfette – i droni − per poi rimanerne schiava, sottomessa dalla loro esistenza (ricorda la vision dei Pink Floyd in The Wall).

Il disco, lungo 53 minuti, si apre con Dead Inside: una ballad in pieno stile Muse (degli ultimi due dischi) con suoni campionati misti alle classiche distorsioni che ne fanno da marchio storico; segue Psycho: riff di chitarra incisivo e possenti figurazioni ritmiche ma di certo poco originali (nella strofa vi è la stessa cadenza ritmica di RoadHouse Blues dei Doors). Nell’ottica commerciale Mercy è un ottimo singolo, peccato solo per l’estrema somiglianza con Starlightscritta qualche anno prima. In Reapers, Mattew Bellamy esordisce con un intro di chitarra “barocco” e musicalmente “muscoloso”, nonostante ciò rimane comunque una delle canzoni migliori del disco. The Handler sembra far riaffiorare le sonorità melanconiche e alternative a cui i fan storici erano estremamente legati (The Origin Of Simmetry – 2001). Dopo il toccante discorso di John Fitzgerald Kennedy in JFK collegato a Defectorin cui emerge tutta la “stima/riverenza” che i Muse nutrono verso l’orchestralità degli immortali Queen, si arriva ad una interessante Revolt e, successivamente, ad Aftermath: qui il bit cala e lascia spazio – finalmente – a suoni più eterei e meno da “palco”. Nella penultima traccia, The Globalist, i primi minuti “omaggiano/plagiano” gli Scorpions di Wind of Change (ascoltare per credere), poi, a partire dal quinto minuto, si passa schizofrenicamente ad un altro scenario: quel tipo di approccio, fatto di potenza e noise non è più in grado di sorprendere, nessuno. Il disco si conclude con una celestiale Drones dai candidi scenari paradisiaci in cui affiora la formazione classica di Mattew Bellamy (nei primi dischi c’era molto spazio per le sinfonie di pianoforte).

La domanda sorge spontanea: dove sono finiti i Muse di Showbiz, The Origin of Simmetry, Absolution? Come ogni essere umano, la band negli ultimi venti anni si è evoluta (devoluta per molti ascoltatori) ed è andata sempre più incontro al grande Show Business del mercato Mainstream, lasciando a bocca asciutta la vasta gamma di fruitori alternative della band che, in principio, era molto vicina agli ambienti sonori dei Radiohead.

“Se i droni dovessero avere la meglio sul genere umano, cosa ne sarà della Musica?”

Tracklist

  1. Dead Inside
  2. (Drill Sergeant)
  3. Psycho
  4. Mercy
  5. Reapers
  6. The Handler
  7. (JFK)
  8. Defector
  9. Revolt
  10. Aftermath
  11. The Globalist
  12. Drones

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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