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Dalle jam session al primo album in studio: “To find a place”, l’esordio dei Reveers

To find a place, ossia “trovare un posto”, è un titolo che ben si addice all’album di esordio dei Reveers, band udinese costituitasi nel 2015, che dopo essersi fatta le ossa partecipando a diverse jam session, intraprende il percorso della scrittura di inediti e cerca il suo posto all’interno della scena musicale italiana.

Il sound che troviamo in questi otto brani è sicuramente degno di nota: un rock progressivo, ricco di sperimentazioni, condito da sfumature britpop anni ’90.

Una miscela sonora interessante, dovuta certamente anche alla formazione di stampo classico e jazz dei giovanissimi componenti Ismaele Marangone (voce e tastiere), Fabio Tomada (chitarra), Amedeo Elia Martina (basso) e Giulio Ghirardini (batteria e percussioni).

Si parte dall’utilizzo quasi psichedelico delle dissonanze di Low To The Ground, passando per sonorità progressive, riconducibili a gruppi storici come i Genesis e Pink Floyd (Thesis, Antithesis, Synthesis; Waves From The Sky).

L’influenza britpop si fa sentire soprattutto nei brani Fortune Teller, Mosaico e Blind Alley, che ricordano il sound di gruppi come Radiohead, Stereophonics e Coldplay.

Sognante è l’atmosfera di Music For a Silent Film, favorita anche dalla presenza del vibrafono in sostituzione della batteria, mentre piacevolmente inaspettata è la ventata di elettronica che ci arriva con Spheres.

Quello dei Reveers è un esordio che promette molto bene, perché mantiene una certa identità, nonostante le chiare contaminazioni ed influenze.

Buon ascolto!

Credits:

Artista: Reveers

Autori dei brani: Tomada/Ghirardini/Martina/Marangone

Editore: Music Force / Toks Records

Etichetta: Music Force / Toks Records

Catalogo: MF 076 – Toks 005

Tracklist:

Low to the ground

Fortune teller

Thesis, antithesis and synthesis

Music for a silent film

Mosaico

Spheres

Waves from the sky

Blind alley

 

 

 

 

 

 

 

 

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