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Ciao Walter!

walterA Guardavalle, in provincia di Catanzaro, la mattina del 24 giugno giunge la drammatica notizia della morte del giovane Walter Guido, di soli 31 anni dopo una terribile malattia, che nel giro di pochi mesi lo ha consumato. Il mondo della tarantella calabrese cade nel lutto più profondo. Walter Guido era un figlio, un amico, un fratello, ma per tutti era il cantante dei Lisarusa, gruppo popolare tra i più conosciuti nel campo della tarantella calabrese. Un’avventura iniziata nel 2004 da un’idea dello stesso Walter, ricercatore e studioso di strumenti musicali calabresi, e Sergio Menniti, suonatore di chitarra battente, ricercatore e studioso di canti polivocali tradizionali. Il gruppo nasce a Guardavalle, città che, con la sua leggenda di Lisa “a russa”, ha ispirato il nome del gruppo: la storia narra le vicende di una ragazza dai capelli rossi che da pagana si converte al cristianesimo, rapita dai Saraceni, per la sua liberazione pare si siano sacrificati circa quaranta giovani di Guardavalle.

I funerali si sono svolti il pomeriggio del giorno seguente nella chiesa Matrice di Guardavalle, 5.000 persone erano presenti e si è potuto constatare che come riempiva le piazze così ha riempito la chiesa. Il tutto accompagnato da due dei suoi strumenti preferiti, pipita ( tipico strumento calabrese simile a un flauto) e la zampogna. Lo strazio e il dolore si può solo immaginare, gli applausi forti e sentiti,  tutti per questo giovane uomo non troppo alto, occhi grandi e scuri, che amava il suo dialetto e la tradizione popolare, apprendendo e insegnando il tutto con grande passione. Riempiva le piazze  con i suoi concerti e  le  canzoni come “pigghialupigghialu”, “fora do cora fora da menti”, “u cantu do lapuni” sono quelle più famose del gruppo. Ma una era la sua canzone, memorabile nell’interpretazione soprattutto, “Rosa” dei Mokarta, nella quale una strofa recita “lu megliu fhiuri di lu paradiso” , ed è proprio così che è stato apostrofato, il miglior fiore del paradiso. La famiglia, insieme ai tanti amici di Walter, effettuerà una donazione all’AIRC in sua memoria, gesto generoso e importante per la ricerca contro il cancro. A noi qui sulla terra rimangono i ricordi e gli insegnamenti che da questa tragedia si possono trarre, lottare come ha lottato lui per poter vivere, perché sappiamo che amava la vita. Molti pensano che sia tra gli angeli a suonare e ad allietare il paradiso con i suoi strumenti, è una bella immagine, non banale, ma meravigliosa, quasi rassicurante perché ancora lui è presente. Chi scrive non gli era vicino, ma nell’ultimo anno ha approfondito la sua conoscenza. In un viaggio insieme mi raccontò quanto avesse sete di imparare le tradizioni, che già in parte conosceva, ma di cui non ne aveva mai abbastanza, dei suoi progetti e di quanto amasse i suoi amici. Per me è stato un onore conoscerlo, fare quel viaggio insieme, e ora che sembra che ci sia tanto vuoto, bisogna cantare, suonare e continuare a ballare le sue canzoni, perché penso che  lui avrebbe voluto questo.

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