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Alessandro Mannarino al Deafest

Il 18 agosto nella Piazza Grande di Gambarie, comune di Santo Stefano d’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, si è svolto il concerto del cantautore romano Alessandro Mannarino, evento conclusivo del DEAfest. Questo avvenimento mira a valorizzare ed a conservare i beni Demo Etno Antropologici (da cui l’acronimo DEA), rappresentando un momento di sintesi delle attività di ricerca che ormai da anni hanno trasformato la Vallata del Gallico in un dei laboratori più attivi della Calabria sui temi della partecipazione nel processo dello sviluppo locale. Intorno alle 23.00, il cantautore italiano si presenta sul palco con un seguito di musicisti brillanti che suonano i più svariati strumenti, da quelli classici come la chitarra, il basso e la batteria, alla tromba, al contrabbasso, ai bonghi e alla fisarmonica. Si susseguono quelli che sono i brani più famosi tratti dai suoi due album, Il bar della rabbia (2009) e Supersantos (2011): “La strega e il diamante”, “Merlo rosso”, “Elisir d’amor”, che sembrano essere delle favole, fino alla romantica “Statte zitta”. A metà spettacolo inizia il ritmo coinvolgente della canzone più famosa, “Me so ‘mbriacato”, concludendo, dopo due ore di concerto con “Scetate Vajo”, dal ritmo somigliante ad una pizzica salentina, che ha fatto ballare e saltare la folla riunita nella piazza. Si è distinta la bellissima voce di Simona Sciacca, nonché suonatrice di tamburello, che ha fatto spesso da spalla nell’interpretazione delle canzoni. Il cantante non si è risparmiato nel dare lezioni di vita, interpretando poesie, in particolare una in vernacolo calabrese, continuando poi a parlare di comunismo e di religione, cadendo quasi nella blasfemia, parlando di un rapporto fisico, tra Giuda e Maria Maddalena, in una canzone che porta il titolo di quest’ultima. Alle folle di giovani scatenati, anche da qualche bicchiere di troppo di vino, in una sera d’estate, il cantautore ha donato un grande spettacolo fatto di riflessioni, ma soprattutto di grande energia.


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