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Afterhours – “Hai paura del buio?” Reloaded&Remastered

Un album che da quasi vent’anni fa parlare di sé e vive di linfa propria: Hai Paura del Buio?, capolavoro dell’alt-rock made in Italy targato Afterhours 

AfterhoursEra il 1997 quando, in un periodo di forte crisi interiore e professionale, gli Afterhours davano vita a quello che sarebbe diventato un vero e proprio capolavoro dell’alt-rock made in Italy: Hai paura del buio?. Reduce dal primo album cantato in italiano, Germi (Vox Pop – 1995), con il quale riuscì a scalfire il cuore e la sensibilità dei rockers del Bel Paese (ricordiamo i singoli Dentro Marilyn e Strategie), la band milanese apriva definitivamente le porte della propria arte al grande pubblico con il secondo disco pubblicato dalla Mescal. Un tentativo sperimentale e coraggioso, raro ed ostinato, in controtendenza rispetto ai canoni discografici vigenti in quegli anni: diciannove canzoni per una durata complessiva di circa ottanta minuti.
Manuel Agnelli – frontman e unico membro rimasto inalterato nella storia della band − diede libero sfogo alle sue fantasie da scrittore, ricorrendo, in alcuni testi, al Cut Up, tecnica compositiva già precedentemente adoperata e nella quale trovava forte ispirazione e motivo di costante crescita artistica.
Un viaggio poetico, romantico, disilluso, a tratti aggressivo. Una denuncia rivolta ad una massa di giovani impigriti e decadenti, figli di una generazione benestante che gli concedeva tutto senza nulla chiedere in cambio, che trova la massima espressione in Sui giovani d’oggi ci scatarro su:

Ma anche il racconto della dolcezza malinconica e della sensualità violata che prendono vita nella ballad Pelle: «E puoi maledire la tua bocca/ Se sbagliando mi chiama quando lui ti tocca/ Forse sei un congegno che si spegne da sé»; dell’amore disperato dipinto con varie figure retoriche in Rapace;  del fallimento delle relazioni amorose, e dell’inevitabile senso di vacuità che da esse ne consegue, urlato fino al limite delle corde vocali in Veleno: «Eri la vendetta/ Che porta il suo veleno/ a spasso a piedi nudi/ Fra le loro vene»; della noiosa carriera e del male di vivere delle persone costrette ad interrompere i propri sogni in cerca di un avvenire più stabile (Musicista Contabile). E poi, ancora, l’attacco diretto, sottile e di classe al ceto medio-borghese che si manifesta in 1.9.9.6. «Sei borghese arrenditi/ Gli architetti sono qua/ Hanno in mano la città»; Indimenticabili, poi, la hit rock Male di miele e la famosissima Voglio una pelle splendida, con un testo a tratti ipnotico: «Senza un finale che faccia male/ Con cuori sporchi e le mani lavate/ A salvarmi vieni a salvarmi salvami/ Bacia il colpevole se dice la verità».

Il sound non era certo ereditato dalla tradizionale vena cantautoriale italiana, ma abbracciava le più ampie correnti internazionali del Punk, dello Stoner, del Post grunge, passando in pochi brevissimi momenti anche al Pop Rock con la chicca Male di miele. La critica estera consacrò gli Afterhours come migliore band dell’Indie-rock nostrano. Tanta è la carriera che da allora hanno fatto, e innumerevoli i concerti in Italia e all’estero, da acquisire un proprio status symbol nel panorama Rock, un marchio a fuoco inconfondibile rappresentato dalla immensa voce di Manuel e dalle chitarre distorte e agilmente fuse alle strazianti linee melodiche del violino. Tutto questo ha contribuito a renderli riconoscibili e attrattivi non più, e non solo, per la specifica nicchia di mercato formata dai prediletti “adepti” amanti del genere. Gli Afterhours rappresentano ora un vero e proprio filone socio-culturale.
Le pubblicazioni sono continuate ad un ritmo proporzionale al loro successo: 1999, Non è per sempre (Mescal); 2002, Quello che non c’è (Mescal); 2005, Ballate per piccole iene (Mescal); 2008, I milanesi ammazzano il sabato (Universal);  2012 , Padania (Germi).
Il “corso e ricorso storico” non ha sempre valore fine a sé stesso, non è semplicemente una mera frase ad effetto da sfoggiare in comizi filosofici o conversazioni eteree che hanno come comune denominatore il sapore dell’inconcludenza: gli Afterhours, che nel marzo 2014 hanno proposto una versione remastered di Hai Paura del Buio?, ne sanno qualcosa.

Dopo quasi vent’anni dall’incredibile successo, la band, ormai prodotta dalla major Universal, è tornata in studio, con maturata esperienza e consapevolezza, per dare una nuova veste e per imprimere un nuovo colore all’opera; questa volta, però, in compagnia di una lunga fila di artisti arcinoti all’universo musicale.

La collaborazione include nomi celebri come Mark Lanegan, NicCester (The Jet), John Parish e Piers Faccini sul versante estero, per poi passare ai connazionali Edoardo Bennato, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Samuel Romano (Subsonica), Cristina Donà, Daniele Silvestri, Pier Paolo Capovilla ed ancora Fuzz Orchestra, The Luminals, i Ministri.

Accanto agli ospiti di turno, gli Afterhours sono sempre presenti, tutti o in parte, con un Manuel alla lead voice o alle prese con cori e armonizzazioni, con il violino di Rodrigo D’Erasmo, il basso del carismatico Roberto Dell’Era, le sperimentazioni soniche di Xabier Iriondo, i ricami elettrici di Giorgio Ciccarelli e il drumming dello storico Giorgio Prette.

Recensire questo album è impresa non di poco conto dato che, a partire dal ’97, Hai Paura del Buio fa parlare di sé e vive di linfa propria, riuscendo a sfamare tuttora i palati fini degli ascoltatori che non cercano con la musica un banale approccio che si riduce ad incamerare un motivetto commerciale di pochi secondi, bensì un rapporto vero e profondo che si traduce in un viaggio interiore.
Di seguito la playlist e le relative collaborazioni.
Buon ascolto!

Tracklist

Hai paura del buio? feat. Damo Suzuki

1.9.9.6. feat. Edoardo Bennato

Male di miele feat. The Afghan Whigs

Rapace feat. Negramaro

Elymania feat. Luminal

Pelle feat. Mark Lanegan

Dea feat. Il Teatro degli Orrori

Senza finestra feat. Joan asPolicewoman

Simbiosi feat. DerMaurer + Le Luci della Centrale Elettrica

Voglio una pelle splendida feat. Samuel Romano

Terrorswing feat. John Parish

Lasciami leccare l’adrenalina feat. Eugenio Finardi

Punto G feat. Bachi da Pietra

Veleno feat. NicCester

Come vorrei feat. Piers Faccini

Questo pazzo pazzo mondo di tasse feat. Fuzz Orchestra + Vincenzo Vasi

Musicista contabile feat. Marta sui Tubi

Sui giovani d’oggi ci scatarro su feat. I Ministri

Mi trovo nuovo feat Rachele Bastreghi

Televisione feat. Cristina Donà + The Friendly Ghost of Robert Wyatt

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