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20 anni e tanto rock

Proficuo il 1994 sotto tanti punti di vista, specie quello musicale. In un anno in cui attendevamo i mondiali targati USA, il suicidio di Cobain aveva gettato nel baratro diversi giovani e al cinema proiettavano Pulp Fiction, molte band si davano da fare nel programmare l’uscita di album che hanno poi segnato intere generazioni.

I Bush con il poderoso e indimenticabile Sixtheen Stone, album di sostanza e durezza targato Gavin Rossdale e amici, pietra miliare di un grunge UK e quasi alla fine di un momento interessante in cui il movimento nato a Seattle lasciava il posto a sonorità nuove e sperimentali.

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I The Cranberries di No nied to argue in cui la bella e sontuosa Dolores O’Riordan canta pezzi come Zombie e crea una protesta contro la violenza e la distruzione. E non possiamo non citare i Dinosaur Jr con il loro appetibile Whitout a sound e la Rollins Band con l’album Wheight. Si fanno notare anche gli allora validi Korn con un album omonimo ricco di novità e armoniosamente aggressivo. Rilevanti anche gli Stone Temple Pilots con Purple o i Veruca Salt e il loro American Thighs.

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Il 1994 è stato anche l’anno delle nuove band Punk. Oltre ai grandi e affermati Bad Religion e Rancid, si facevano notare con videoclip di tendenza i Green Day con il favoloso Dookie e gli Offspring con il maestoso Smash. Oltreoceano, e precisamente in Inghilterra, iniziava la mitica sfida tra Oasis con Definitely Maybe e i Blur di Parklife, mentre negli States tornavano alla ribalta gli Alice in chains con Jar of flies e i Pearl Jam con Vitalogy, orfani oramai dei Nirvana.

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Venti anni fa era anche la volta dei Soundgarden, divenuti celebri grazie e soprattutto a Superunknown, album di grande effetto sonoro e con brani di una certa caratura. Un idillio musicale che ancora oggi viene apprezzato e riascoltato. Notevoli anche gli Helmet con il loro Betty, i Live con Trowing Copper e i Weezer con l’album omonimo. Intenso e indimenticabile Grace del compianto Jeff Buckley, un album del 1994 primo e unico registrato in studio dal cantante scomparso poi nel 1997.

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E in Italia?

Nel 1994 in Italia si facevano notare band rock che spesso si ispiravano ai suoni made in USA o inglesi dei primi anni ’90. I Marlene Kuntz con il loro Catartica, i Ritmo tribale con Mantra e l’omonimo album dei Negrita. Altre band in Italia e nel mondo avevano e avrebbero fatto tanto rumore. Era necessaria una rivoluzione musicale che scardinasse i soliti stereotipi e desse vigore ad un movimento sonoro nuovo, ricercato e sperimentale.

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1994 Stay Rock.

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