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20 anni di “Nirvanismi” con “In Utero”

Un colpo di fucile e la storia della musica rock muta i propri valori e le proprie prerogative. Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 si chiamava “Grunge”. Oggi un cumulo di musicisti in erba imbraccia chitarre, bassi e bacchette ed emula una band chiamata Nirvana. Un nome affascinante, punta di diamante di un movimento consumato e poi finito a Seattle e che vedeva gruppi del calibro dei Soundgarden, dei Mudhoney, dei Melvins, fino ad arrivare ai più famosi Pearl Jam, inseriti in questo giro da logiche discografiche contorte, giuste e sbagliate allo stesso tempo. Erano i tempi delle camicie di flanella, delle barbe incolte, dei jeans strappati e della voglia di evadere da un sistema musicale che voleva e doveva mutare.nirvana

Kurt Cobain era il leader, frontman, guitar, vocalist, testa e cuore dei Nirvana, gettati nella mischia dalle radio, da Mtv e dalla nuova generazione rock che voleva trovare una alternativa ai Guns’n’Roses. Una band, insomma, sconosciuta a livello mondiale, molto di più nei locali di Seattle o grazie anche al buon lavoro realizzato con Bleach (primo loro album) prodotto dalla Sub Pop. Dopo qualche anno qualcuno pensò bene di concretizzare il lavoro di questo trio che vedeva al basso Krist Novaselic, Dave Grohll (da poco arrivato) alla batteria e lo stesso Cobain ed espandere sull’intero pianeta Nevermind, una pietra miliare del rock.

Si era realizzata una nuova forma di fare musica rock, spesso odiata dai puristi e che si sarebbe poi consolidata qualche anno dopo, nel 1993 precisamente, con l’uscita di In Utero. Quest’ultimo album compie oggi venti anni e dimostra come Cobain e soci siano riusciti a dare vigore ad un sound poi copiato, rivisto e modificato da diverse altre formazioni musicali negli ultimi due decenni. L’anno successivo alla pubblicazione di In Utero, Cobain decise di suicidarsi e di lasciare quel mondo che lo aveva reso famoso ma che lo aveva anche costretto ad essere ciò che doveva apparire, mostrandosi riluttante verso lo star system. nirvanaaa

In Utero contiene certamente un testamento sonoro fatto di urla, suoni, distorsioni e parole dense di significati che ad oggi molti interpretano nelle maniere più varie. Brani come Serve the servents, Hearth shaped box, Dumb e Pennyroyal tea, non possono non ricordare l’animo stanco, triste, disturbato di Cobain; oppure Rape me, feroce nel suo significato e dolce nei suoi mutevoli suoni; All apologies, che conclude un album che fu da molti criticato (anche per la copertina, le tematiche delle canzoni e i video clip) ma che oggi, ristampato anche per le nuove generazioni in queste settimane, viene considerato un capolavoro unico e ineguagliabile, proprio come lo era stato Nevermind ripresentato e festeggiato due anni fa con un’uscita straordinaria.

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