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Mentre tutti dormono: Tutti i miei futuri sono con te di Marwan

La riscoperta delle piccole cose, quelle che ogni giorno sospendono per qualche minuto pensieri e domande. La ricerca di un senso dell’esistenza, che sia una patria, una terra o una donna. E le donne, appunto, come le ex che ci hanno lacerato prima di incontrare la nostra Venere senza pelliccia, il coup de théâtre che sconvolge e incendia e completa e rende grandi. Sono alcuni dei temi che il poeta e cantautore madrileño Marwan affronta nella raccolta Tutti i miei futuri sono con te. Ne parla Valentina De Luca nella sua rubrica Mentre tutti dormono

“Mi piace guardarla.

Quando si raccoglie i capelli

e lascia la calligrafia del suo collo

alla vista del mondo.”

Ti imbatti nelle poesie di Marwan quasi sempre spulciando su qualche blog di scrittura. A me è successo con Instagram. “Guardarla” è stato un fulmine a ciel sereno. O forse no. Perché se davvero fosse stato sereno, quel mio cielo non avrebbe grondato di lacrime scoprendo che, sì, cavolo, sì: Marwan è la prova vivente che la poesia non è mai morta.

Da “Guardarla” è iniziato tutto. Un iter che spesso accompagna la ricerca estenuante di quel libro. Proprio “quel” libro. Quello che sognavi di leggere e che neppure pensavi esistesse. Qualche poesia di Marwan la si scova sul web, fino ad arrivare a Tutti i miei futuri sono con te, la raccolta completa delle sue composizioni poetiche, giusto per non allontanarsi alla terminologia del settore.

Averlo finalmente tra le mani e percorrere con le proprie dita le sue pagine è un’emozione non da poco. Semplicemente per curiosità. O per voglia. O forse solo per pura convinzione che qualcosa possa cambiarci con la lettura di quei versi. Mi piace credere che ogni lettore sia guidato in qualche modo dalla seconda. La voglia. Quella di lasciarsi andare ad un libro. Alle sue emozioni. Alle sue parole.

Alle parole di Marwan ti lasci andare come si fa con le onde del mare. O delle lenzuola. Un cullare dolce e rassicurante che può trasformarsi in qualcosa di più irruento quando il desiderio diventa più forte. Quando i sentimenti si trasformano in modo deciso, sconvolgendo l’andamento della nostra vita.

Perché la quotidianità che viviamo ogni giorno l’abbiamo scelta noi. Abbiamo prescritto un equilibrio che ci fa sentire sereni perché i colpi di scena ci spaventano. È questa la verità. I cambiamenti terrorizzano perché non possiamo conoscere ciò che ci aspetta. Ma se vivere significasse esattamente il contrario?

I sentimenti descritti da Marwan sono tremendamente passionali. Raccontano il bisogno estremo dell’uomo di capire, di trovare, di incontrare ciò o chi può davvero dare un senso alla propria esistenza. Una donna. Una donna che sia il pezzo di puzzle mancante nel proprio quadro. Una patria. Una terra che ci faccia sentire a casa anche solo mentre percorriamo le sue strade.

È come se Marwan portasse avanti una missione. Per se stesso innanzitutto, e poi per il resto mondo. Riscoprire l’importanza delle piccole cose. Le piccole cose che fanno stare bene senza “ma” e senza “se”. Senza troppe domande. Senza preoccupazioni. Senza timori. Senza pensare a tutto il resto.

Tra le pagine di Tutti i miei futuri sono con te risplendono come fari nella notte quelle dedicate alle sue ex. Donne che hanno graffiato la vita del poeta portando con sé uno strato di pelle che non restituiranno. Donne che hanno preso, dato, lasciato, fino ad arrivare a Lei. La sua Musa. Quella che completa, ingrandisce, condivide, incendia le passioni. La Venere che con le sue imperfezioni è genuinamente perfetta. Naturalmente unica, come la Terra, come la Spagna, di cui il poeta fa assaporare il gusto dolce ed amaro allo stesso tempo. Sulle labbra il sapore incompleto di un mondo onirico, ma reale se vogliamo sul serio farlo nostro. Carnale, se non abbiamo paura di stringerlo tra le mani.

 

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