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L’importanza dell’amore: “Saffo” – Gianluca Paolisso

Squassa Eros
l’animo mio, come il vento sui monti che investe le querce. 

***

Eros che fiacca le membra, di nuovo, mi abbatte
dolceamara invincibile fiera

Saffo, Frammenti Lirici

SaffoAtmosfere lontane ma immutate riecheggiano nelle pagine soavi e profonde di Saffo, romanzo d’esordio del giovanissimo Gianluca Paolisso, pubblicato nel 2011 da Albatros Editore e ora disponibile solo in formato elettronico, edito da Edizioni di Karta nel gennaio 2014. Letteratura classica, storia greca, frammenti mitologici e sulla politica del tempo si fondono regalando un’opera toccante che non vuole essere un excursus critico o un saggio sulla vita della più grande poetessa dell’antichità, ma una ricostruzione in chiave narrativa – basata su una completa conoscenza dell’opera lirica di quella che potrebbe essere a ragione considerata la più straordinaria voce femminile di tutti i tempi – delle passioni, dei tormenti, dei segreti dell’anima della «prima serva ed interprete di Eros».

Un viaggio nel passato a noi sconosciuto che può aiutare a comprendere meglio il nostro presente, la nostra essenza più profonda, i desideri reconditi che spesso rimuoviamo, perché cercando di sopprimere le emozioni e i sentimenti più intimi dimentichiamo che  «Eros non conosce pensieri dettati dal puro raziocinio. Eros è lì, ci trasforma, muta la nostra anima in profondità, ci assegna il dolore fisico come insegnamento prezioso, un insegnamento che non possiamo rifiutare. Se così non fosse, nessun uomo, nessuna donna avrebbero motivo di esistere».

Quella che ci racconta l’autore è la storia di una donna che ha fondato la sua vita su un unico comandamento: aver amato e amare. Nata intorno al 640 a.C. a Mitilene, nell’isola di Lesbo (dal cui nome deriverà il termine “lesbica”), farà dell’educazione alle fanciulle raccolte nel Tìaso, un cenacolo di sole donne, il motore propulsore della sua esistenza. Al centro dell’insegnamento della divina Saffo vi era la preparazione al matrimonio, all’essere donna e alla creazione di una nuova vita, percorso vitale e insostituibile  basato sul culto delle Muse, l’esercizio dell’arte, della poesia, della musica e del canto. A legare le allieve alla profetessa dell’Eros non sarà solo una totale ammirazione, ma sentimenti struggenti e carichi di pathos, emozioni strazianti palesate in istinti indomabili e del tutto carnali. Tramite la guida di una penna consapevole, delicata ed elegante, il lettore è totalmente calato in un mondo antico, primigenio, abitato da impulsi e passioni, governato dalla potenza dell’amore. Il linguaggio è tutt’uno con il contesto narrativo, l’autore è pienamente a suo agio nel raccontare le vicende dell’antica Grecia, ma lo stile accurato non appare mai pedante o scontato, suona invece come una dolce melodia che tiene insieme, esaltandoli, frammenti di un tempo altro.

In una struttura divisa in capitoletti, la vita di Saffo viene indagata a fondo: le certezze iniziali andranno a scalfirsi man mano che la poetessa acquisterà la consapevolezza di essere molto lontana dall’equilibrio che lei stessa voleva trasmettere, perché sperimenterà in prima persona la foga di «un dèmone dalle mille risorse. Un essere dai mille volti, un dado che rotola senza controllo». Il cambiamento di un fratello che preferirà una donna alla famiglia e la morte del caro padre saranno solo l’inizio di un dolore che andrà via via crescendo e si manifesterà in tutta la sua violenza nella perdita dell’amata Attìs, e conseguentemente di sé stessa («Perderò te, e avrò perso tutto»), e che si placherà solo nell’incontro con la Kleis, figlia dell’allieva prediletta:

Rimase senza fiato alla bellezza che le si parò dinanzi agli occhi: una bambina di pochi giorni si muoveva dolcemente tra le lenzuola di lino, portandosi le manine alla bocca come volesse ingoiarle. Rise alla vista di Saffo, che senza difficoltà riconobbe nel suo volto i lineamenti di Attìs. E gli occhi avevano la stessa forma e, seppur non ancora del tutto visibile, lo stesso colore. In ogni piccolo tratto della neonata Saffo ritrovava con stupore le fattezze della sua allieva, e improvvisamente avvertì che qualcosa faceva breccia nella sua anima: profonde crepe minavano rapidamente la spessa e insormontabile barriera di dolore che fino a quel momento aveva circondato la sua anima. Sentì che il buio lasciava nuovo spazio alla luce, che la morte rinasceva inaspettatamente nello sguardo più indifeso, che la vita riprendeva il suo corso inesorabile al ritmo incalzante del tempo, che il passato si fondeva col presente nella infinita unicità di un sorriso. In quel momento anche la pioggia e il vento battente sulle finestre apparivano lontani, come un’eco perso tra le candide profondità di valli in fiore. Vecchi riflessi oramai sconosciuti ripresero a danzare follemente nei suoi occhi, mèmori di un tempo che ora sembrava più presente del presente stesso.

Una lettura edificante che esprime con immediatezza l’importanza di riconoscere la caducità umana come primo passo per una vita vissuta a pieno, un insegnamento che viene condensato in poche parole: «Io sono ciò che ho perso». Un romanzo, questo di Paolisso, che crea stupore e meraviglia: nell’imbattersi in una eccelsa esaltazione dell’universo femminile, si resta piacevolmente sorpresi se si pensa che raramente una dichiarazione d’amore così totale nei confronti delle donne viene espressa con tanta sensibilità da un uomo, per giunta giovanissimo:

La donna è quanto di più bello Madre Natura abbia mai creato! Una perla circondata da inutili sassolini! La donna rappresenta la più alta manifestazione della bellezza primigenia!  Nessuna donna, di qualunque strato sociale, merita di essere punita o addirittura uccisa per aver amato!

Gianluca Paolisso, Saffo, Karta Edizioni (2014)

Per acquistare il libro in formato Mobi o Epub: http://kartaedizioni.it/prodotto/saffo/ (2,99 euro)

 

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