Articolo

I libri da leggere – “Tristana” di Benito Pérez Galdós

“Per capir facilmente le inquietudini di Tristana, conviene far luce il più possibile su don Lope, per non considerarlo né migliore né peggiore di quanto realmente fosse”.

(Tristana – capitolo II)

41hWm8PU2hL._SX180_Oggi la nostra attenzione è rivolta alla letteratura spagnola, in particolare a Tristana (1892), romanzo di Benito Pérez Galdós che ha avuto successo solo in seguito all’omonima trasposizione cinematografica di Luis Buñuel (1970). Siamo a Madrid: Tristana, in seguito a varie disgrazie familiari (la morte del padre prima e della madre dopo), viene affidata a don Lope Garrido, amico di famiglia. Quest’ultimo, d’animo gentile e altruista, dopo aver sostenuto per anni economicamente la famiglia di Tristana, accoglie di buona lena la ragazza appena diciannovenne. A causa dell’indole generosa, Don Lope deve presto fare i conti con le ristrettezze economiche, ma la giovane non ne risentirà. Rinomato dongiovanni e gentiluomo, Don Lope inizia a subire il trauma dello scorrere del tempo: il timore di perdere il fascino la fa da padrone. Questa debolezza porta ben presto l’uomo a confondere il ruolo di “figlia adottiva” di Tristana con quello di amante. La fanciulla scopre così un mondo nuovo e ne è inorridita. Il vecchio, divenuto geloso e possessivo, vorrebbe saperla sempre a casa; ella però, di nascosto dall’uomo e in compagnia della serva Saturna, ogni pomeriggio fa lunghe passeggiate per la città. Durante un’uscita furtiva, Tristana si innamora perdutamente di un pittore: Horacio. Grazie alla complicità di Saturna tra i due nasce un inspiegabile e maniacale sentimento d’amore, che avrà non poche conseguenze sulla crescita individuale di ciascun protagonista della storia.

Galdós è considerato uno dei rappresentanti più significativi del realismo nella letteratura spagnola. Nel caso di Tristana, non siamo certamente di fronte ad uno dei suoi capolavori, ma di un libro molto interessante dal punto di vista contenutistico e stilistico. Il perché del primo punto non lo si può approfondire in questa sede per evitare di svelare particolari del finale,  ma del secondo si può mettere in evidenza la prosa asciutta, scorrevole e ordinata, con accenti di liricità e passione nella parte degli scambi epistolari di Tristana e Horacio.

I caratteri, i personaggi hanno molto rilievo in questa storia. Rispetto ad un altro romanzo di Galdós, Misericordia, dove i riferimenti a Madrid (strade, piazze, locali, vie, monumenti) sono continui e puntigliosi, in Tristana si sa che l’ambientazione è la capitale spagnola, ma l’autore non si dilunga mai in descrizioni dettagliate e non fa mai riferimento a luoghi precisi.

Tristana è il carattere in assoluto più interessante. Una megalomane poco convinta, un’idealista, una femminista in potenza che incarna quella che sarà la lotta per l’emancipazione delle donne. Un essere talentuoso e sognatore che nasce sconfitto, ma che forse, tutto sommato, saprà sopravvivere e ridimensionare i suoi eccessi.

Don Lope ha, da un lato, caratteristiche similari al Don Chisciotte: l’altruismo, la bontà, la voglia di salvare le apparenze e di difendere l’onore; dall’altro al Don Giovanni: la passione per le donne, le conquiste (tutte reali?) ostentate e il timore di perdere il fascino che da sempre lo contraddistingue e lo rende un uomo fiero e sicuro di sé.

Horacio è il carattere più semplice. Giovane artista in cerca di un posto nel mondo. Sognatore anche lui, ma non ai livelli di Tristana, si scopre più concreto e con i piedi per terra in seguito a un lungo viaggio.

Tristana è un viaggio nelle debolezze umane. Le situazioni a volte paradossali che si creeranno vi esaspereranno e, nonostante qualche delusione forse legata alla trama, sono certa che converrete con me nel dire che si tratta di un libro che vale la pena leggere.

Tristana, Benito Pérez Galdós, Garzanti, Milano, 2008. (8 euro)

“E di che vive una donna che non ha rendite? Se potessimo diventare dottoresse, avvocatesse, o anche farmaciste e maestre, non dico fare il ministro o sedere in Senato, potremmo insomma… Ma cucire, cucire… Calcola i punti che si devono dare per tenere in piedi una casa… Quando penso a quel che sarà di me mi viene voglia di piangere”.

(Tristana – Capitolo V)

blog comments powered by Disqus