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Luppolo e Parole: una Seef belga e Il giallo di via Tadino

Le cose più belle della vita sono, nell’ordine: sedurre una donna, leggere e bere una birra belga. In questa rubrica vi parlerò delle ultime due. Comincio con Il giallo di via Tadino da leggere bevendo una Seef

Il giallo di via TadinoMilano 1950. Una donna muore cadendo da un balcone. La tesi del suicidio non convince il commissario Arrigoni che inizia a indagare con la sua squadra. Il giallo di via Tadino è il libro d’esordio di Dario Crapanzano che a 70 anni, e dopo una vita passata nel settore della pubblicità, comincia a scrivere romanzi (siamo già a sette) tutti ambientati nella zona di Porta Venezia. Giallo tradizionale, che si legge in poche ore, e all’interno del quale il ragionamento e le deduzioni hanno un ruolo centrale. Interessanti sono le ultime pagine dove, una volta conclusa l’inchiesta, il commissario riflette sull’assassino e sulle cause che lo hanno spinto a compiere il gesto.

L’ambientazione vintage non è casuale: lo scopo principale di Crapanzano, come ha confessato in più interviste, è quello di raccontare la Milano del secondo dopoguerra. Il giallo di via Tadino è quindi perfetto se gustato con una Seef. Le prime testimonianze su questa birra risalgono al XVII secolo, sappiamo che era molto popolare ad Anversa (in città c’è un quartiere che prende il nome proprio da questa birra) ma ha cessato di essere prodotta nel 1930. Il marchio è stato rilevato dalla Antwerpse Brouw Compagnie che dal 2012 ha ricominciato a produrre questa bionda leggera, torbida e leggermente fruttata. Gusto d’epoca e design dell’etichetta che rimanda ai bei tempi che furono.

Il giallo di via Tadino

 

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