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Come donna innamorata: Dante umano, molto umano

come donna innamorata

Marco Santagata, uno dei maggiori studiosi di Dante Alighieri, svela al lettore i lati più intimi della vita del poeta. La morte di Beatrice, i dissidi politici che attanagliano Firenze, il matrimonio con Gemma sono tutti stimolo e limite al contempo per la realizzazione dei suoi capolavori…

«Diventa sempre più difficile convincere mia moglie che, quando guardo fuori dalla finestra, sto lavorando». Viene in mente questa frase di Joseph Conrad leggendo Come donna innamorata di Marco Santagata. Siamo abituati a pensare a Dante – e a tanti altri monumenti della cultura – come a un personaggio ieratico, senza una vita intima. Il professor Santagata ci mostra invece un Dante quotidiano e intimo, arrivando anche ad accennare a un rapporto sessuale con la moglie la notte prima di partire per l’esilio. Ecco allora che il padre della nostra letteratura viene descritto mentre se ne sta seduto al sole pensando alle sue poesie ad occhi chiusi. O intento a scrivere versi in cucina, tra l’odore della zuppa di cavolo e la moglie Gemma che lo rimprovera perché non lavora ed ha una famiglia da mantenere. Rimbotti a cui Dante è ormai abituato anche se ogni tanto perde il controllo: «”Santissimo Dio” e calò un pugno sul tavolo. Una sfilza di contumelie stava per uscirgli di bocca, ma si trattenne».

Come Donna innamorata è diviso in due capitoli: “Beatrice” e “Guido”, ovvero la musa e il poeta Cavalcanti con cui Dante vivrà un difficile rapporto di amicizia. Il romanzo comincia con la morte di Beatrice e mentre si dirige verso l’abitazione della defunta, Dante ha l’occasione di riflettere sulla sua opera e sul suo sentimento per Bice. Da questi pensieri germoglierà la Vita Nova. Largo spazio viene anche dedicato alla giovinezza del poeta: i giochi con Manetto, fratello di Beatrice, le prime crisi epilettiche –sempre in presenza di Bice, una delle tante coincidenze che verranno interpretate come un segno divino –, il Dante orfano in giovane età che non mostra interesse per il commercio e gli affari di famiglia.

Nella seconda parte il poeta vive ormai in esilio tra le capre, i boschi e la nebbia della Lunigiana. Viene ritratto seduto in una stanza poco accogliente, mentre sta per ultimare la Commedia rievocando eventi e personaggi che lo hanno costretto a lasciare Firenze. Ricorda la carica di priore, la rottura con Guido per motivi politici e la morte del poeta. Vengono rievocati anche i momenti della felice giovinezza fiorentina, quando sia Cavalcanti che Beatrice erano vivi. Una seconda parte che risulta però anche difficile da seguire se non si conoscono nomi e vicende attorno alla discesa dell’imperatore Arrigo VII e le contese tra Guelfi e Ghibellini nei primi decenni del ‘300.

La vita quotidiana di Dante affascina il lettore e Marco Santagata sa come raccontarla, con uno stile limpido ed elegante, intimamente caldo. È ambizioso, questo Dante. Poeta in cerca del successo che è convinto di meritare per aver intrapreso un nuovo percorso letterario, in rottura con l’opera di Cavalcanti. Ed è un Alighieri umano, molto umano nelle sue insicurezze e frustrazioni, nella nostalgia per i felici giorni fiorentini e nella presunzione di nobiltà pur non avendone né i titoli né tantomeno la rendita. E ancora, le accuse della famiglia per non avere un lavoro, i compromessi e le umiliazioni accettate per un incarico politico di secondo piano. Un sommo poeta diverso e più completo di quello che si legge sui manuali liceali.

Ed è autentica anche la Firenze descritta da Marco Santagata. Una città dove il denaro muove la politica e i suoi intrighi. Con uno stuolo di straccioni che si accalca davanti ai palazzi dei ricchi, dove i bambini giocano a Guelfi contro Ghibellini e Dante cammina recitando ad alta voce frasi di Cicerone non curandosi del giudizio dei passanti.

Ma il motore immobile di Come donna innamorata è lo svilupparsi del processo creativo che porterà alla nascita de la Vita Nova e della Commedia. Come spiega lo stesso Marco Santagata in una intervista a Il Messaggero «sono sempre più interessato, più che ai testi, al tentativo di cogliere, attraverso l’intreccio di vita e scrittura, il momento germinale, il quid che non è più biografia e non è ancora opera».

Marco Santagata, Come donna innamorata, Guanda, 2015, 175 pp. 16,50€

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