Articolo

Care tenebre: l’esordio in prosa di Alessio Belli

 

“La razza umana è un campionario

depravato di orrori e meschinità”

(Il mio vicino)

         Cercare il male in dieci racconti. Trovarlo, e raccontarlo. Questo il filo conduttore che lega le anime di Care Tenebre. Secondo libro di Alessio Belli, il primo in prosa.

             Dèi oscuri, macellai, assassini, vampiri, incubi, cannibali, ossessioni, sette sataniche, serial killer e comportamenti deviati che affondano le radici in tempi lontani (Una sposa fedele), passano per la nostra epoca (Bunker, La ronda, Loro, Il mio vicino, Lucy, Joe Giamacula), per arrivare a un futuro distopico (Gli spaventapasseri, Il Nuovo Ordine) e nel mondo degli incubi e dei morti (Un giro di giostra).

          Care tenebre è una galleria di immagini e sensazioni che ostentano le parti peggiori dell’umanità. Non ci sono mezzi termini per descrivere la brutalità di menti perverse che vivono di ossessioni, torture e omicidi. Non sono storie per stomaci fragili. Ogni racconto è un climax ascendente di nausea e la causa è una sola: l’orrore dell’esistenza, che rende il mondo terrificante e la gente esecrabile.

          Protagonisti sono adolescenti, uomini, donne, intere famiglie, animali da compagnia. Finanche boschi di montagna e parchi metropolitani. Queste tenebre sono care proprio perché private, intime e nessuno ne è escluso. Sono tenebre che vengono rimosse e tenute distanti, ma che sovente emergono fino ad attrarre fatalmente. Grandi città come Roma e Milwaukee, o centri anonimi come Villa Vecchia e Lanavio, cosa importa? Il male e la depravazione sono globali. E raramente conducono a un lieto fine.

          Un catalogo dell’orrore raccontato con linguaggio immaginifico, che ha come riferimento tanto la letteratura – Dante e Shelley, per fare due nomi, ma anche la Bibbia – quanto il cinema e le serie televisive (“Dexter” su tutte). Dieci racconti che con un numero minimo di modifiche potrebbero diventare altrettanti cortometraggi.

          Una prosa quella di Alessio Belli che ricerca la descrizione dettagliata evitando però il macabro voyerismo. Un equilibrio portato avanti con frasi brevi, un lessico che senza rischiare di diventare banale sa essere di immediata comprensione. La narrazione è cadenzata. Tale da concedere al lettore di immedesimarsi in ciascuna vicenda fino a divenire esso stesso un personaggio occulto sulla scena.

          Si crea, insomma, un senso di attesa nel lettore. Frase dopo frase, riga dopo riga la sensazione è che la prima parte dei racconti sia una lenta discesa verso un pozzo sempre più scuro e viscido. Una attesa che non viene mai delusa, perché il meglio, nel bene e nel male, deve ancora venire.

Francesca V. Robertiello e Alfonso V. Santagata

1920236_10204426487454724_4014630827630320403_n

Alessio Belli

Scrittore, poeta, giornalista, conduttore radiofonico e fotografo. Ma soprattutto scandagliatore di fondali culturali. Nasce e cresce nel Quadraro con Leopardi, Roberto Bolaño, Chuck Palahniuk. Tra un film di Fulci e un campari gin, si laurea in “Studi Italiani” presso La Sapienza con una tesi su Eugenio Montale. Tra qualche anno, certamente, vincerà il Premio Nobel.

Nel 2012 esordisce con una raccolta di poesie, “Niente da nascondere” (http://pauranka.it/cultura/letteratura/niente-da-nascondere-lesordio-poetico-di-alessio-belli/).

blog comments powered by Disqus