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Luppolo e Parole: una Cabardouche Stout Mokke e il noir Come una bestia feroce

Le cose più belle della vita sono, nell’ordine: sedurre una donna, leggere e bere una birra belga. In questa rubrica vi parlerò delle ultime due. Continuo con Come una bestia feroce da leggere bevendo una Cabardouche Stout Mokke

Max Dembo è appena uscito di prigione e vuole rigare dritto: una cannetta con un amico la prima sera di libertà e il giorno dopo si comincia a cercare un lavoro. Ma chi assumerebbe mai un ex-detenuto? Per non parlare del poliziotto per la libertà vigilata che gli rende impossibile adattarsi alle regole della civile convivenza tra sospetti, insinuazioni e controlli ai limiti della paranoia. Ma per vivere occorrono i soldi e Max è bravo a guadagnarli in un solo modo.

Il primo romanzo di Edward Bunker diventa così un rientro nel mondo malavitoso. Un viaggio picaresco nella parte finale del libro che si concluderà col ritorno al punto di partenza, perché da te stesso non scappi neanche se sei Eddy Merckx.

Una tentazione a cui è impossibile resistere quella di Max per le rapine, come sarà difficile non tornare sul luogo del delitto dopo aver provato una Cabardouche Stout Mokke. Una birra intensamente scura – come il crimine senza possibilità di redenzione – con il sapore e l’odore di liquirizia, cioccolato fondente, ginseng, caramello e prugna nera. La schiuma è cremosa e il gusto amaro come si conviene a una stout.

La Bieren Cabardouche è una micro-impresa di Anversa nata nel 2012 e non possiede un proprio stabilimento di produzione: ha creato una ricetta che fa sviluppare da un piccolo birrificio. Va assaporata seduti a un tavolo poco illuminato e accanto la finestra. Tra le mani una agenda su cui prendere appunti osservando i passanti e gli altri avventori del locale, mentre il bicchiere di Cabardouche Stout Mokke si svuota lentamente.

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