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Le affinità elettive

Cos’è che spinge due persone a legarsi? La convergenza di vedute, gli analoghi obiettivi, le passioni e gli interessi condivisi, le esperienze simili? Certo che sì, ma non solo. Forse c’è qualcosa di profondamente inconscio e irrazionale in questo slancio emotivo, qualcosa che non si limita a tenere in considerazione tutto ciò che si può avere o non avere in comune.

affinita

Spesso, quel che conta davvero è un dettaglio: un odore, uno sguardo, una visceralità inspiegabile o una solidarietà originaria, primitiva. Che si parli di relazione amorosa, di rapporto di amicizia o di qualsivoglia legame affettivo che nasce per scelta, l’attrazione, intesa come propensione verso gli altri, più che essere mossa dal ragionamento (e dai ragionamenti) senza dubbio è un fattore di chimica, o di ragionamento circa la chimica. Ne Le affinità elettive Goethe scriveva:

Alcuni si incontrano come amici e vecchi conoscenti che subito si uniscono e si accordano senza mutarsi reciprocamente in nulla, così come si mischiano l’acqua e il vino. Altri invece restano estranei uno accanto all’altro e non si congiungono neppure quando siano mescolati e strofinati meccanicamente; così come l’olio e l’acqua che, agitati assieme, tornano immediatamente a separarsi.[…] Chiamiamo affini quelle nature che incontrandosi subito si compenetrano e si determinano reciprocamente. Questa affinità è piuttosto evidente negli alcali e negli acidi, che sebbene siano opposti gli uni agli altri, o forse proprio per questo, si cercano e si compenetrano nel modo più netto, si modificano e, insieme, formano un nuovo corpo.[1]

Niente di più vero. Basti pensare a tutte le lunghe storie giunte al capolinea per incompatibilità, sconfitte da una morte lenta ma per questo inesorabile, nate per apparenti comunanze e non per unioni, rivelatesi fioca luce e non scintilla. Al contrario, quanti amori improvvisi, strani, sui quali non avremmo scommesso nulla si palesano come la fortuna di una vita? Un incontro che diventa nodo tematico di un’esistenza, a prescindere da tutto. Lo stesso vale, come accennato prima, per altri tipi di rapporti, quelle fratellanze in cui poco importa che non influisca il sangue. Ci sono casi in cui strade percorse insieme per anni non bastano a cementare un’amicizia rendendola “l’amicizia”, e altri in cui è sufficiente un viaggio in treno, una risata fatta di sbieco per riconoscersi in maniera imprescindibile. Sembra una chimica, questa, che si mischia col destino, con la fortuna e, a dirla tutta, con una visione degli eventi un po’ romantica. Ma, del resto, scontrarsi per incontrarsi in unico nuovo corpo non è quello che sogniamo tutti?

1] J. W. Goethe, Le affinità elettive, Roma, Newton  & Compton, 2008, pp. 47 – 48 (grassetto mio).
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