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Il viaggio di Fanny: la guerra attraverso il coraggio dei bambini

Il film, tratto da una vicenda autobiografica, mostra l’eroico – e a tratti divertente – viaggio di un gruppo di bambini durante il secondo conflitto mondiale

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Il viaggio di Fanny, di Lola Doillon, tratto una vicenda accaduta durante la seconda guerra mondiale e dove i protagonisti sono un gruppo di bambini ebrei costretti a fuggire da un luogo all’altro della Francia per riuscire a raggiungere la Svizzera.

Un viaggio intenso e faticoso, dove Fanny, ragazzina ebrea, si troverà a badare non solo alle due sorelline ma anche a dei bambini tenaci e con la “colpa” di non appartenere alla razza ariana, costretti a trovare riparo in abitazioni gestite da ricche signore pronte a tutto pur di salvare i piccoli; sui treni, cercando di sfuggire agli occhi attenti dei gendarmi e dei soldati tedeschi; tra i boschi, le campagne o i vicoli dei villaggi rapidamente visitati. La tenerezza dei bimbi si mescola alla cattiveria degli adulti e il dramma della guerra si percepisce attraverso la meschinità dei gesti o la solidarietà dei singoli.

I giovanissimi protagonisti dovranno diventare giorno dopo giorno grandi, al fine di sopravvivere e resistere agli eventi e raggiungere finalmente quel luogo consigliato, la Svizzera, per trovare riparo e salvezza. Fanny si mostrerà al pubblico quando forte, quando fragile, quando sorella, quando amica, quando dura e diretta ma pur sempre una dodicenne che vivrà una vicenda che mai potrà dimenticare, specialmente senza quei genitori che ripensa durante la notte quando a farle compagnia è la vecchia macchina fotografica del padre.

Il film della Doillon ci mostra una serie di scenari meravigliosi, dove i bambini corrono, saltano, ridono, giocano e affrontano la guerra con coraggio e forza. Molto brava l’attrice che interpreta Fanny, Leonie Souchaud, così come anche i piccoli attori che si sono prestati nel dare “forma” filmica al romanzo autobiografico di Fanny Ben-Ami.

 

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