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This must be the place

Cheyenne è una rockstar cinquantenne che, terminata da tempo la sua carriera, si veste e si trucca come se si dovesse ancora esibire su un palco, vive in Irlanda con la moglie, donna pratica e razionale, e si occupa della spesa al supermercato. Alla notizia della morte del padre, con cui non aveva più rapporti da anni, l’uomo torna a New York dove scopre che il defunto genitore era vissuto nella ricerca ossessiva di un suo aguzzino nazista nel campo di concentramento. Inizia così il viaggio di un uomo sulle orme del padre, alla ricerca di un passato che non gli appartiene, ma che lo coinvolge sempre più e lo spinge a riflettere su sé stesso, tra distaccata ironia e partecipata drammaticità. Un percorso di formazione che si muove  dalla noia e dal senso di colpa alla conquista della consapevolezza di sé. Sean Penn interpreta in modo strepitoso la complessità del personaggio, tra ironia, insicurezza e nostalgia, il modo di parlare lento e in falsetto, i gesti pacati e i movimenti accompagnati dal carrellino della spesa o dal trolley, un peso di qualcosa di irrisolto che lo segue, riesce così a caratterizzare Cheyenne, ma senza appiattirlo in uno stereotipo caricaturale. This must be the place è un film diretto da Paolo Sorrentino, sceneggiatore insieme a Umberto Contarello, interpretato da Sean Penn, Frances McDormand e Eve Hewson, il titolo è tratto da una canzone dei Talking Heads, la musica ha infatti un ruolo centrale e di raccordo con i brani di David Byrne, ex dei Talking Heads.


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