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This Is Us: questo è reale, questa è la nostra vita

“Il mondo è diventato più cinico… forse è il momento giusto per uno spettacolo pieno di speranza e ottimismo che vi farà piangere e sentire bene”

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Questa è la dichiarazione di Dan Fogelman, sceneggiatore e produttore di This Is Us, all’Hollywood Reporter. «This is Real», poi, recita lo slogan di This Is Us, ed è vero. Semplice e bello allo stesso tempo. Farei fatica a convincervi di vedere lo show targato NBC raccontandovi solamente di cosa parla. Apparirebbe come già visto, a tratti banale. Di solito si fa colpo sul lettore esaltando lo splendore delle produzioni di Netflix, la complessa e sfaccettata profondità de Il Trono di Spade o quanto siano stati insostenibili i colpi di mazza da baseball di Negan in The Walking Dead o come ci abbia emozionato l’episodio San Junipero dell’ultima sublime stagione di Black Mirror. Trame avvincenti, passaggi ambiziosi, produzioni ciclopiche, ardite sceneggiature: ma il cuore di This Is Us è altrove.  

Due piani temporali: nel primo c’è un risveglio come tanti. Il sole che entra dalla finestra della camera da letto, una coppia normalissima da poco sveglia e visto il pancione di lei, c’è anche l’imminente nascita dei loro primogeniti. Sono Jack e Rebecca Pearson. Nel secondo, conosciamo le altre storie: Randall e la ricerca – con annesso ricongiungimento – del padre tossico che l’aveva abbandonato; l’insoddisfatta vita di Kevin, attore-star di una sit-com non proprio elevata nei contenuti e quella di sua sorella Kate, alle prese con i problemi con l’obesità e l’arrivo di un nuovo amico che potrebbe essere molto di più. I primi momenti dell’episodio pilota sono serviti “in media res”: lo spettatore è calato nella loro vita, nelle cucine dove fanno colazione, negli specchi del bagno dove si preparano per affrontare la giornata, nelle stanze dove passano il loro tempo a riflettere. Si ha l’impressione di conoscerli, li si sente vicini, veri: la telecamera più che riprenderli li assiste e accompagna come una silenziosa testimone nella loro quotidianità. Una quotidianità che sta subendo dei cambiamenti. Drammatici…

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Rebecca – nonostante l’aiuto del Dottor Katowski (interpretato dal grande Gerald McRaney) – perderà uno dei tre bambini. Kevin, nel tentativo di lasciare la serie Il Tato (il nome dice tutto), rischierà la fine della carriera. Ma accade qualcosa: Jack, dietro la vetrata dell’ospedale, nel vedere i suoi due figli appena nati, si accorge che nella culla vicino c’è un bambino di colore. Il poliziotto accanto a lui gli racconta che quel pargoletto è stato appena abbandonato. È chiaro adesso? I due temporali ci raccontano la storia della stessa famiglia: Randall, Kevin e Kate sono i figli di Jack e Rebecca Pearson!

In America This Is Us è già un piccolo fenomeno. Il trailer ha raggiunto il record di visualizzazioni e fin da subito sono fioccati euforici i plausi di pubblico e critica. La serie è già stata rinnovata per altre due stagione e non sono mancate le nomination ai Golden Globe (cosa che alla NBC non succedeva da un po’). Ma non è stato questo a convincermi: sono state le dichiarazioni degli autori e del cast. Non è scontato dire che il successo di This Is Us risieda nella bravura degli attori. Milo Ventimiglia (che si è anche ripreso il celebre ruolo nel revival di Gilmore’s Girls) e Mandi Moore (sono onesto: non avrei puntato un centesimo su di lei) sono letteralmente fantastici, autentici, ispirati ed entrambi hanno ammesso che fanno fatica ogni volta a lasciare il set per quanto sono legati alla parte. Dichiarano anche l’impossibilità di trattenere le lacrime durante la lettura dello script.

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Un approccio viscerale alla Friday Night Lights dove il cast improvvisava molti dei dialoghi e delle scene. Ed è grazie a loro che la serie arriva in maniera così forte e sincera. Certo, l’apparente semplicità della vicenda (Dan Fogelman nella sopracitata intervista ha fatto riferimento anche a Lost per il lavoro sui piani temporali) si rivelerà ben presto perfettamente strutturata nell’esaltare le vicende umane e sentimentali dei personaggi, ma gli attori sono veramente la marcia in più di questo prodotto unico nell’attuale panorama seriale. Un aneddoto personale, per farvi capire quanto mi abbia colpito This Is Us: sto centellinando gli episodi. In questi periodi, in cui la serie che ti piace viene divorata, io This Is Us cerco di dilazionarla per farla durare il più possibile. Dunque, lasciate stare tutto ed emozionatevi con la famiglia Pearson: in fondo, questi siamo noi.

 

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