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Serie tv Netflix, ‘Tredici’: il bullismo che ti aspetti

Una serie efficace, in grado di far comprendere allo spettatore cosa si nasconda dietro una falsa gentilezza, un sorriso beffardo o un’intenzione ipocrita. In arrivo anche la seconda stagione

Tredici

“Ciao, sono Hannah. Hannah Baker. Esatto. Non smanettate su qualunque cosa stiate usando per ascoltare. Sono io. In diretta e stereo. Nessuna replica, nessun bis e questa volta assolutamente nessuna richiesta”.

Attraverso questa registrazione Hannah, coprotagonista della serie televisiva Tredici (titolo originale 13 Reasons Why), esordisce mostrandosi come una ragazza piena di voglia di vivere, intensamente allegra, intelligente e solare ma devastata nell’anima, nel cuore e nella mente. A detta di qualcuno che la conosceva, il suo suicidio poteva essere evitato ma probabilmente nessuno si è manifestato a lei come potenziale salvatore e l’ha indotta invece ad immergersi in una vasca piena di acqua e a compiere il gesto estremo.

 

Ma prima Hannah ha pensato bene di registrare tredici lati di cassetta mangianastri e dare prova a coloro che l’hanno derisa, abbandonata, sfruttata e devastata, di comprendere il meschino gioco che per mesi ha dovuto subire all’interno di una scuola americana dove tutti sembrano apparentemente felici ma profondamente disturbati da particolari dinamiche sociali e familiari. Clay, amico e timido ammiratore di Hannah, entra in possesso delle cassette lasciate dalla ragazza e inizia così un percorso fatto di flashback, colpi di scena e riflessioni.

 

La serie tv Tredici non è certamente Beverly Hills 90210 e neanche Dawson’s Creeck. E’ in realtà un percorso tortuoso e spesso complicato intorno ad un bullismo attuato consapevolmente e senza mezzi termini, scandito da momenti forse troppo ampi in cui le riflessioni di Clay diventano retoriche e i flashback divorano le intenzioni. Eppure l’effetto che la serie ha sullo spettatore è efficace, in quanto riesce a far comprendere cosa si nasconde dietro una falsa gentilezza, un sorriso beffardo e un’intenzione ipocrita.

 

Le registrazioni di Hannah avranno l’intento di esaminare gesti e parole dei suoi “carnefici” e di sensibilizzare chi non ha avuto alcun riguardo nei confronti dei suoi sentimenti e delle sue azioni. Solo Clay avrà il coraggio di analizzare le vicende una ad una (persino la sua), scontrandosi con gli altri “attori” delle cassette e mettendo a nudo situazioni che spesso gli adulti non riescono ad intercettare per poter intervenire.

 

Tredici, che è un adattamento del bestseller di Jay Asher (distribuita da Netflix e prodotta da Selena Gomez), avrà una seconda stagione che probabilmente aricchirà l’iter complicato e metterà in luce altre particolarità interessanti.

 

“Non si può mai sapere con certezza

che tipo d’impatto ognuno di noi può avere sugli altri.

Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Eppure questo impatto esiste eccome…”

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