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“La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore, un capolavoro in potenza

imageVirgil Oldman lavora da parecchi anni come battitore d’asta. È un uomo avanti negli anni, molto famoso nel mondo del commercio delle opere d’arte. Soldi e successo però non sono sempre sinonimo di una vita felice e appagata. Virgil vive unicamente per il lavoro, la sua monumentale casa è un “albergo”, dove lui vi fa ritorno la sera unicamente per dormire. Non ha una donna, non ha figli, ma solo un caro amico: fondamentalmente è solo e spaventato da qualsiasi tipologia di contatto umano. Per tale motivo utilizza sempre i guanti (ne ha una collezione degna di nota), qualsiasi telefono che è costretto ad usare per comunicare è ricoperto da un involucro e così via. Si tinge i capelli per vanità o forse semplicemente per non mostrare troppo la sue età oramai avanzata. Rifugio dal mondo e consolazione alla solitudine canaglia è una stanza segreta nella sua casa dove custodisce una collezione inestimabile di ritratti femminili di ogni epoca. Quando il film comincia, le pareti oramai sono piene di quadri o meglio manca solo un posto o massimo due che si riempiono presto grazie all’escamotage che lui e il suo amico Billy adottano per ogni asta da lui battuta. La sua vita ciclica è sconvolta dalla improvvisa intromissione di Claire, ragazza ventisettenne da poco orfana di madre e di padre, che desidera ardentemente una consulenza di Oldman per la stima della villa di famiglia e di tutte le opere d’arte che vi sono al loro interno. Gli appuntamenti presi non vengono inizialmente rispettati con il conseguente sdegno da parte di un uomo che ha sempre preso il suo lavoro molto seriamente, finché Oldman scopre che in realtà Claire vive costantemente nella villa dove lui si trova a fare i sopralluoghi. Però la giovane non si svela mai ai suoi occhi e, in generale, di nessuno perché dall’età di quindici anni circa soffre di una strana malattia chiamata “agorafobia”. Ad ogni modo questa presenza, sempre più forte, all’interno della vita di Virgin sconvolgerà ogni cosa. Parallelamente alla “frequentazione” di Claire, inizialmente lavorativa, Oldman trova un confidente in Robert, un ragazzo che ha un laboratorio dove è in grado di aggiustare ogni oggetto rotto o danneggiato. Il pretesto principale del loro legame è il ritrovamento di strani marchingegni a casa di Claire, che sono parti di un automa che sarebbe stato in grado di parlare (trovata molto simile al film dell’anno passato di Scorsese – Hugo Cabret). Grazie alle preziose indicazioni di Robert, Virgin sostanzialmente scopre l’amore e avrà modo di viverlo per la prima volta in vita sua, in tutta la sua potenza e vigore, facendogli da subito notare la grossa differenza con il sentimento platonico che aveva provato per le donne dei suoi quadri. Il film prosegue in modo abbastanza lineare, ma gli ultimi venti minuti assumono tratti più drammatici, che sconvolgono notevolmente il tutto.

imageNel complesso si tratta di un film molto bello e avvincente. La recitazione sublime di Rush e del resto del cast alza in modo vertiginoso il livello della pellicola. Tornatore, regista che aveva appassionato il pubblico con altri  grandi successi come “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Nuovo cinema Paradiso” e “Baaria”, ha di nuovo dimostrato di essere talentuoso e versatile. Personalmente non ho apprezzato la trovata dell’automa, molto simile come ho detto sopra all’espediente cardine del film di Scorsese “Hugo Cabret”. per rimanere in ambito delle critiche, anche il finale lascia sbalorditi. E non lo dico perché ci sia un finale “giusto” in generale, ma perché in questo caso esso è fin troppo aperto e mette in discussione tutta la linearità della narrazione di quasi l’intero film. Non si conosce il luogo dove la storia è ambientata. L’unica città riconoscibile è Praga, quando ci si avvicina alla conclusione della vicenda.

Film da vedere, ma occhio al possibile amaro in bocca. Sono andata al cinema convinta che avrei visto un capolavoro, ma a mio avviso rimane un capolavoro solo in potenza. Buona visione!

“La migliore offerta”, 2013, regia e sceneggiatura di Giuseppe Tornatore, cast Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Horks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Dermot Crowley, Liya Kebede, Kiruna Stamel, Maximilian Dirr.

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