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Il piccolo principe, una favola senza tempo

Il piccolo principe, capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, giunge nelle sale grazie a Mark Osborne: una storia dentro un’altra storia per raccontare ciò che è invisibile agli occhi

Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.

 Il 2016 ha voluto regalarci un bellissimo film, ispirato a uno dei libri più letti e amati del pianeta: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Un’operazione non facile: le trasposizioni cinematografiche vengono investite sempre da molte aspettative, soprattutto quando l’opera di riferimento ha rappresentato, e continua a rappresentare, un classico per generazioni e generazioni di lettori, grandi o piccini che siano. Ma il cinema contemporaneo ci insegna che attraverso l’animazione può essere liberata la magia, e che possono essere riprodotte anche le opere considerate intoccabili, contribuendo così a tramutare alcuni importanti storie in vere e proprie pietre miliari.

Il piccolo principe
La difficoltà del doversi confrontare con un’opera senza tempo viene smussata con l’astuzia: la storia originale, quella dell’incontro tra il piccolo principe e l’aviatore atterrato nel deserto, diventa parte di una narrazione più ampia inserita in un contesto moderno. Una storia dentro un’altra storia, in cui il vecchio incontra il nuovo per via di un’animazione differente ma efficace. Il regista Mark Osborne, infatti, ha pensato bene di far rivivere Il piccolo principe dentro una favola moderna e ciò rende il suo film davvero interessante. 

L’aviatore, oramai anziano ma pur sempre sognatore, incontra una bambina che solo a poco a poco si renderà conto di ciò che è davvero essenziale. La piccola vive con una madre ossessionata dalla precisione e dalla puntualità; una stacanovista che cerca in ogni modo di influenzarla col proprio credo, mettendo al bando tutta la bellezza dell’invisibile. La bambina si lascia invece tentare dai racconti del vicino di casa, il vecchio aviatore e, seppur tormentata, accetterà di vivere un sogno, una favola che la condurrà a conoscere quel fantastico piccolo principe che tutti desidererebbero vedere almeno una volta.

 il piccolo principe 2

Alla fine i protagonisti sono sempre e solo i bambini, capaci ancora di credere nei sogni, nelle stelle, nelle rose e nei racconti degli anziani. Fanciulli visionari che con la loro fantasia aiutano a rendere questo mondo meno triste e, nonostante tutto, ancora pieno di speranza.

Il film di Osborne merita di essere visto, anche e soprattutto nelle scuole. Prima, però, consiglierei – per chi non l’avesse ancora fatto – di cimentarsi con il fantastico capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry.

È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.

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