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Il lato positivo

imageQual è il limite tra malattia e normalità? Quando una reazione può essere giustificata e quando risulta invece troppo violenta ed esagerata? Prendere psicofarmaci a molti sembra la soluzione più efficace, anche se spesso gli stessi pazienti non vorrebbero sentirsi storditi e inermi, ma vivi e reattivi.

Il lato positivo (Silver Linings Playbook), tratto dall’omonimo romanzo di Matthew Quick, è un film del 2012, uscito in Italia a marzo 2013, diretto e sceneggiato da David O. Russell, con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro. Nominato a otto premi Oscar e a quattro Golden Globe, è stata Jennifer Lawrence a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista e il Golden Globe come migliore attrice protagonista in un film commedia o musicale.

Pat è appena uscito dall’ospedale psichiatrico e torna a vivere con i suoi genitori alla ricerca di una strategia per riconquistare la moglie, nonostante un’ordinanza restrittiva che gli impedisce di allontanarsi da casa per una distanza maggiore di 150 metri. Vuole dimostrare a tutti i costi di essere una persona equilibrata e serena, disposta ad ascoltare e ad aiutare gli altri e capace di dominarsi di fronte a qualunque situazione. Sulla sua strada incontrerà però un’altra donna, Tiffany, vedova, sincera e problematica quasi quanto lui che lo aiuterà, tra reazioni istintive e gesti esasperati, a ricostruire una vita regolare.

Commedia piacevole e a tratti brillante in cui la difficoltà psicologica dei due protagonisti nell’affrontare la realtà e le situazioni più banali, in modo conforme ad atteggiamenti cosiddetti normali, denota invece una particolare lucidità e chiarezza di una visione di insieme più genuina e razionale. Alcune scene e diversi dialoghi sono particolarmente efficaci ed esilaranti, soprattutto nei momenti corali in cui le manie e le ossessioni di molti personaggi esplodono in mille contraddizioni. Le interpretazioni di Cooper e della Lawrence riescono a non far scadere i personaggi in improbabili caricature di persone mentalmente instabili, rimanendo in equilibrio tra la serietà del disturbo e il graduale ritorno alla normalità.

Chi può essere considerato più inadatto a vivere in società: un uomo con disturbi di bipolarismo che ha picchiato quasi a morte l’amante della moglie quando li ha scoperti in flagrante o un uomo che, perso il lavoro, si improvvisa allibratore investendo i risparmi della famiglia sui risultati delle partite per aprire un giorno un ristorante? De Niro nella parte del padre, ex tifoso violento e allibratore scaramantico, rende più sottile e ilare il confine tra la malattia del figlio e la sua particolare normalità.

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