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Hitchcock

imageSembrerebbe facile realizzare un film su un noto regista di cinema come Alfred Hitchcock. Eppure per Sasha Gervasi non è stato così. Ha cercato in ogni modo di poter trasmettere al suo personaggio un tocco originale, poco caricaturale e decisamente “hitchcockiano” ma il risultato è stato approssimato e tendente a mescolare una serie di vicende sorte nel periodo in cui nasceva il mito di “Psycho”.

Nel 1960 Alfred Hitchcock decise, dopo aver avuto un grande successo con “Intrigo internazionale”, di realizzare un nuovo film, non banale, capace di far spaventare il pubblico e far parlare di sé. Aveva ipotecato la casa pur di finanziare un progetto inusuale per l’epoca e rischiare persino di diventare lo zimbello di Hollywood. Eppure sappiamo tutti che non è andata così! Psycho divenne un film di culto e ancora oggi desta l’interesse di tutti coloro i quali si cimentano con il cinema del regista de “La finestra sul cortile”. L’Hitchcock 2013, impersonato da un improbabile Anthony Hopkins, cerca di trovare ogni modo pur di somigliare all’originale: la voce, il comportamento, la freddezza, l’ironia, la sagacia. Ne esce fuori un personaggio nuovo e ben lontano da quello che molti conoscono. Un uomo, prima di tutto, che ha avuto una donna accanto, Alma Reville, fantasticamente interpretata da una sempre splendida Helen Mirren, che ha saputo condurlo verso scelte importanti e rilevanti e che ha creduto (pur con tanti timori) nei progetti del consorte. La Paramount Picture reputava difficile la riuscita del film tratto dal libro di Robert Bloch e che parla della fuga di una bellissima donna (interpretata nel film di oggi da Scarlett Johansson) che va a finire in un motel gestito da una losca figura che si rivelerà uno spietato assassino pieno di complessi e di problemi di nome Ed. Lo stesso Ed comparirà nei sogni e nei momenti più dubbiosi di “Hitch”, creandogli paradossali complessi e mostruose considerazioni.

“Hitchcock” di Sasha Gervasi propone senza grandi pretese come è nato un mito, Psycho appunto, la sua snervante preparazione e il complesso rapporto che il suo creatore ebbe con l’intero cast del film, i produttori e soprattutto la moglie.

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