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Far ridere non è facile

È il periodo di Natale e puntuale come l’albero arriva il film di Christian De Sica, il classico cinepanettone. Visto, poi, che gli italiani hanno sempre premiato al botteghino natalizio questi film, Boldi ha pensato bene di staccarsi dal suo partner per raddoppiare l’offerta.

A quale genere, termine da usare sempre con cautela, appartengono questi film? Possiamo dire che sono a metà strada tra la commedia e il demenziale. A questo punto urge un “ma”, per evitare che gli intellettuali dagli occhialetti tondi e il naso all’insù in una perenne espressione di supponenza, possano imbarcare tutte le pellicole demenziali su un Titanic e lasciarle affondare in mezzo all’oceano. Bisogna, infatti, comprendere che quando si parla di genere cinematografico, si parla di un contenitore molto grande nel quale vengono il più delle volte mischiati film dal sapore molto diverso.

Al genere demenziale appartengono anche i film dei fratelli Zucker, da ricordare per i loro “aerei più pazzi del mondo”, “Top Secret”, “Scary Movie 3” e la serie de “la pallottola spuntata” (questi ultimi ad opera solo di David) e  gli impareggiabili film di Mel Brooks quali “Frankestein Junior”, “Dracula morto e contento”, “Balle spaziali” etc…

Prima di tutto bisogna riconoscere a questi film un intento parodico, ovvero la volontà di giocare con stili e stilemi appartenenti a singoli film o comuni ad un genere cinematografico. Il fatto che facciano ridere, però, non vuol dire che siano costruiti superficialmente, tutt’altro. Ciascuno di questi film porta in sé un notevole bagaglio culturale di riferimento, perché non si può pretendere di creare una parodia senza conoscere realmente le regole che governano i film dai quali la parodia prende spunto. Insomma non si può giocare con la struttura e con lo stile se non li si padroneggia da maestri. Per questo i film degli Zucker e di Mel Brooks sono di alta qualità e rappresentano, per chi ha l’occhio attento, un prezioso quanto divertente strumento critico che altera, inverte e gioca liberamente con gli stereotipi cinematografici.

Pur appartenendo in parte allo stesso gran calderone del genere, dai confini troppo labili, anche i cinepanettoni De Sichiani sono “demenziali”, ma in modo diverso, in questo caso si tratta della volgarità che fa ridere, né più né meno. I temi sono sempre gli stessi, tradimenti, belle ragazze, stereotipi della peggior Italia che vengono esaltati e messi in mostra. Il tutto condito da parolacce e sketch volgari. Eppure a Natale le sale si riempiono per vederli, i ragazzi si identificano in quei modelli che fanno della loro mancanza di valori un motivo di vanto. Si dice che questi film mostrino criticamente l’Italia attuale, in realtà i cinepanettoni mostrano solo quello che molti italiani ormai vorrebbero diventare, dei simpatici cialtroni, ingannatori, volgari, senza arte né parte. È un modello che ci viene propinato dalla televisione, dal cinema e ormai, incredibile a dirsi, anche dalla politica.

Un consiglio per questo Natale? Al cinema investite in qualcosa di più interessante, anche divertente e non necessariamente impegnato, meglio Aldo, Giovanni e Giacomo, anche se ormai non più nei loro tempi d’oro, che il solito cinepanettone. Se poi avete voglia di ridere restando nel salotto di casa vostra, il consiglio è di rispolverare un bel film di Mel Brooks o degli Zucker. Potreste affiancare alla solita tombola natalizia il gioco di guardare i film “seri” e poi le loro parodie per capire con quali stereotipi questi grandi registi si sono divertiti. Perché per fare un buon film bisogna essere bravi, ma per fare una buona parodia bisogna esserlo di più.


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