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Cogan, la morale criminale

Nelle sale l’ultimo film di Dominik con Brad Pitt
Cogan – Killig them softly”. Sembra quasi il nome di un cantante e del suo nuovo singolo, ma si tratta in realtà del titolo dell’ultimo film di Andrew Dominik. La storia è ambientata negli Stati Uniti: alla vigilia della prima vittoria elettorale di Obama due piccoli delinquenti accettano di svaligiare una bisca clandestina con l’intento di far ricadere la colpa sul gestore; vengono però scoperti dalla criminalità organizzata ed il fine fallisce. Il killer Jackie Cogan  (Brad Pitt) dovrà allora occuparsi di loro. Il titolo sembrerebbe alludere ad una modalità di uccisione in qualche modo piacevole per le vittime (letteralmente “Cogan” infatti significa “uccidendoli dolcemente”), ma in realtà Cogan non è un killer particolarmente sadico e, dunque, il titolo forse genera delle aspettative eccessive in questo senso. In effetti il lavoro di Dominik, ispirato al libro del 1974 “Cogan’s trade”, sembra notevolmente sforzarsi per raggiungere una certa originalità che tocca solo in parte, in quanto pare ricalcare l’ombra pulp di Tarantino durante quasi tutta la pellicola. Inoltre il messaggio del film sembrerebbe ricordare allo spettatore che il vero male non è rappresentato da killer o ladruncoli, ma dalla società americana stessa, dalla crisi economica che colpisce anche l’ambiente del malaffare, dalle vuote promesse dei politici in campagna elettorale. Il messaggio è talmente scoperto e forzato che finisce col perdere vigore. In fondo “Cogan” , più che un tentativo di smascherare una società ipocrita, sembra soprattutto un gangster movie stanco e pretenzioso. Meritano un plauso solo la buona recitazione degli interpreti e la colonna sonora che, dolce e melodica,  fa da ironico contrappunto alle scene più cruenti.
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