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Cinema, ‘Chiamami col tuo nome’: una passione da Oscar in salsa italiana

Il film di Luca Guadagnino, ispirato al romanzo omonimo di Andrè Aciman e candidato a ben 4 premi Oscar, racconta la storia di Elio e Oliver e dell’incontro che sconvolgerà le loro vite

Un sole intenso e armonioso accarezza le amene giornate di Elio, giovane e scanzonato che vive con i suoi genitori in una villa immersa nella campagna cremasca. E’ l’estate del 1983 e a sconvolgere l’esistenza del giovane protagonista sarà l’affascinante e vigoroso Oliver, venuto in Italia dagli Stati Uniti per approfondire alcuni studi sull’antichità. Tra i due nasce un profondo e intenso legame volto a destabilizzare tutte le certezze del giovane Elio sempre più attratto dal prestante Oliver.

Il film di Luca Guadagnino, ispirato al romanzo omonimo di Andrè Aciman con la collaborazione di Walter Fasano e James Ivory, mette in scena una storia carica di sfumature e di sensazioni che prendono forma man mano che il rapporto tra i due protagonisti si intensifica. La passione esplode dopo una ricerca dettagliata e spesso ostacolata dalle tensioni tra i due, in cui Elio sembra non sopportare l’ospite considerato bello, intelligente e imponente ma che non fa altro che incutere in lui la voglia di amarlo e desiderarlo.

 

Il contesto dona al film del regista italiano un fascino d’altri tempi, recenti sì ma scanditi da un’armoniosa volontà di scoperta. E’, infatti, la scoperta il fulcro della storia, una meravigliosa e anche dolorosa rivelazione dell’essere, turbato dai cambiamenti ma attratto dalla sfrenata percezione del desiderio. La natura, le persone, le tendenze, la storia e le esperienze sono solo un necessario quanto fantastico contorno della vicenda che accomuna Elio e Oliver. Il senso della distanza prima, dell’avvicinamento nel frattempo e del distacco alla fine, sanciscono il chiaro tormento che esplode specialmente in Elio, il quale si troverà a misurarsi con la delusione oltre che con un monologo finale sorprendentemente compiuto da suo padre.

 

La bellezza della scoperta è spesso anche dolorosa ma necessaria e Guadagnino questo lo ha saputo cogliere attraverso le immagini piuttosto che con i dialoghi; lo scenario intorno cadenzato dalle musiche (interessante la colonna sonora, dove sono inclusi degli inediti di Sufjan Stevens, “Mystery of Love”, “Visions of Gideon”) hanno saputo esprimere il giusto leitmotiv. Si denota un’evidente ispirazione al cinema italiano (Bertolucci ad esempio) e francese (Renoir e Rohmer), e ciò dona all’opera di Guadagnino un’interessante rivisitazione di generi ad oggi forse smarriti.

 

A fare da sfondo alla storia di Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), è il contesto di Crema, in provincia di Cremona, oltre che Sirmione sul Garda e la provincia di Bergamo. La bella cittadina lombarda e i luoghi intorno (Moscazzano, Pandino e altri posti notevoli) sono stati accuratamente scelti per ambientare la vicenda e dare risalto alle affascinanti e interminabili magnificenze della nostra Penisola.

 

Lo scorso 29 gennaio la città di Crema ha ospitato Luca Guadagnino e i due attori protagonisti, prima presso la multisala Portanova, che per l’occasione ha proiettato il film in tutte le sale, e poi presso piazza Duomo dove i cittadini cremaschi con sorpresa ed emozione hanno salutato il cast del film candidato a ben quattro premi Oscar: Miglior film, canzone originale (Sufjan Stevens – “Mistery of love”), migliore sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e migliore attore Timothée Chalame.

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