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“Barry Lyndon”: i miei primi 40 anni

locandina-del-film-barry-lyndon-1975-151156Immenso, delizioso, sublime e potremmo continuare all’infinito con gli aggettivi che descrivono il capolavoro di Stanley Kubrick, Barry Lyndon, che uscì il 18 dicembre 1975 in anteprima nazionale. Un film in costume che tratta le vicende di un giovane irlandese che, partendo dal suo piccolo villaggio, si dedicherà prima alla vita militare per poi approdare nella società che conta, dove incontrerà una contessa con la quale avrà un matrimonio poco felice.

Tratto dal romanzo di William M. Thackeray, Le memorie di Barry Lyndon, il film di Kubrick è la parabola discendente di un uomo e le sue ambizioni; il tutto ambientato nel ‘700, secolo ritratto proprio nei suoi costumi più belli e in quella tradizione anglosassone impressa nei dipinti più famosi di artisti dell’epoca. Del resto, guardando l’opera di Kubrick, e in particolare alcune scene, sembra di essere immersi in un quadro con tinte e sfumature intense e dove la natura, le luci, le ombre accompagnano una storia particolare. Una delizia per gli occhi degli spettatori che hanno potuto dopo tanti anni rivivere le avventure di Barry sul grande schermo proprio perché, lo scorso 12 gennaio, è stato riproposto nelle sale per festeggiare i 40 anni della sua uscita. Un’occasione unica per  scoprire o riscoprire  il grande Stanley Kubrick, regista che ha lasciato alle generazioni future dei capolavori indiscussi e che con gli anni si sono fatti conoscere per le forti tematiche o per l’impatto visivo ed emotivo che ancora suscitano nello spettatore.

A rendere immortale questo film ci hanno anche pensato due attori eccezionali: Ryan O’Neal e Marisa Berenson, capaci con la loro performance di rendere Barry Lyndon una pellicola ancora oggi apprezzata dagli amanti del cinema d’autore.

Curiosità:

“Ho sempre cercato d’illuminare i miei film in modo da simulare la luce naturale, usando di giorno le finestre per illuminare realmente il set, e nelle scene notturne usando quelle fonti luminose che si vedono nella scena stessa” : è una dichiarazione rilasciata da Kubrick in cui evidenziava il proprio punto di vista in merito alla luce “naturale” che caratterizza il suo film.

4 Oscar: Miglior Fotografia; Migliori Costumi; Migliore Scenografia; Miglior Adattamento con canzoni originali.

I costumi sono dell’italiana Milena Canonero, che aveva in precedenza lavorato in un altro film di Kubrick, Arancia Meccanica.

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