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Van Gogh: i capolavori ritrovati al museo di Capodimonte

Quattordici anni fa sparivano due opere d’arte di Vincent Van Gogh. Nel 2016 sono state ritrovate a Castellammare di Stabia. Oggi sono esposte al museo di Capodimonte, ma solo fino al 26 febbraio

van gogh

“Cos’è disegnare? Come ci si arriva? È l’atto di aprirsi un passaggio attraverso un muro di ferro invisibile che sembra trovarsi tra ciò che si sente e che si può.” Così scriveva Vincent Van Gogh in una lettera al fratello Theo, definendo in poche, semplici parole il senso di un’arte che è prima di tutto un mezzo per esplorare sé stessi

Pittore dall’esistenza tormentata, spirito inquieto alla ricerca del suo posto nel mondo, Van Gogh dà vita ad una tecnica del tutto personale, in grado di adattare la realtà al proprio complesso mondo interiore: ed è così che il colore diventa un mezzo per dar voce alle suggestioni offerte dall’ambiente circostante, la linea perde la sua funzione meramente descrittiva in favore di una espressiva, ogni strumento stilistico viene piegato alla necessità di raccontare emozioni, sensazioni, pensieri soggettivi.

Le due opere esposte al museo di Capodimonte dal 7 al 26 febbraio, Paesaggio marino a Scheveningen del 1882 e Una congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen del 1884-85, sono state oggetto di singolari vicissitudini. Esposte presso il Van Gogh Museum, vengono rubate nel dicembre 2002: per quattordici lunghi anni se ne perdono le tracce sino al ritrovamento nel settembre del 2016 da parte della Guardia Finanza a Castellammare di Stabia, in una casa riconducibile ad un latitante appartenente ad un clan camorristico.

Le tele risalgono agli esordi della produzione di Van Gogh: nella prima l’artista rende perfettamente l’atmosfera che precede l’arrivo di una tempesta e rappresenta una delle due sole vedute marine dipinte durante il suo soggiorno all’Aja. L’opera è stata realizzata all’aria aperta, in una giornata particolarmente ventosa tanto che il pittore stesso aveva difficoltà a stare in piedi e riusciva a vedere solo “attraverso nuvole di polvere”.

La seconda, invece, riporta ad una dimensione più intimistica, essendo legata alla vita familiare dell’artista: dipinta per la madre, essa mostra infatti la chiesa dove il padre dello stesso autore era stato pastore.

L’esposizione dei lavori di Van Gogh presso il museo di Capodimonte rappresenta tra l’altro un’imperdibile occasione per visitare l’intero complesso, dal momento che il biglietto d’ingresso è venduto senza alcuna maggiorazione.

Dunque un evento straordinario che celebra la restituzione al pubblico di due capolavori dall’immenso valore e che ripropone ancora una volta il capoluogo partenopeo come palcoscenico dell’arte e della cultura internazionale.

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