Articolo

Come resistere all’agosto parigino

Quest’anno niente tintarella e relax sulle bellissime spiagge calabre per la nostra Valentina, ma Parigi e il suo fascino millenario. Un viaggio alla scoperta delle cose da fare nella capitale francese ad agosto

Questo mese di agosto lo immaginavo come al solito al mare, distesa su una spiaggia calabra, assorbita da un inteso dolce far nulla mentre cerco di ingannare il tempo tra nuovi libri da leggere e serate in discoteca. Il caso vuole invece che mi ritrovi inaspettatamente relegata in una delle città più affascinanti al mondo, che definire bella o romantica, è riduttivo: Parigi.

L’idea di trascorrere un’intera estate in città per chi come me, fin da bambina, ha vissuto al mare è un ossimoro ma credo di essere riuscita ormai a farmene una ragione e, in fin dei conti, la ville lumière riesce a non farti sentire sola.

La città, da circa una settimana, inizia a spopolarsi lentamente e terminati, lo scorso due agosto, i saldi estivi una buona parte dei negozi è in fermeture estivale, circolano sempre meno auto e molta più gente cammina a piedi o va in bici. Anche prendere la metro può diventare piacevole. All’interno delle stazioni si cammina, infatti, in solitudine e più rilassati, senza dover sgomitare tra la gente. I lunghi tunnel, che connettono le diverse linee, deserti e spopolati creano una scenografia surreale completata dai vagoni semivuoti.

Passeggiando sarà molto più frequente ascoltare qualcuno parlare in italiano o in inglese rispetto al francese. La città resta così nelle mani dei pochi turisti disposti a sacrificare le vacanze al mare pur di concedersi un giro a Parigi e i francesi sembrano quasi spariti.

Di certo, però, nell’agosto parigino ci si possono concedere alcuni piccoli lussi come, ad esempio, visitare gratuitamente, nella prima domenica del mese, senza fare nessuna fila il Museé d’Orsay. La poca affluenza regala la possibilità di osservare con maggiore calma le tante opere esposte eccetto davanti all’autoritratto di Van Gogh dove si crea inevitabilmente una folla di gente e di cellulari puntati sulla tela per accaparrarsi uno scatto.

Parigi mantiene, assolata e silenziosa, inalterato il suo fascino e ammalia per l’eleganza delle sue architetture, per il suo forte respiro culturale, per i suoi musei e la sua straordinaria capacità di proiettarti in un’epoca passata. Scorci e panorami ti colpiscono inaspettati mentre passeggi distrattamente facendoti rivivere suggestioni letterarie che pensavi non reali. Varrà così sempre la pena fare una semplice passeggiata lungo la Butte de Montmartre, anche quando i tuoi amici continueranno a inviarti le foto dei loro tramonti o albe in riva al mare.

Numerosi sono, inoltre, gli eventi tramite i quali la città si anima durante la tutta la stagione estiva. Da Paris plage con lunghe distese di sabbia lungo la Senna sulle quali tentare di prendere qualche timido raggio di sole, fare un picnic, leggere o semplicemente rilassarsi osservando lo scorrere del fiume. Per i più sportivi ci sono i campi di beach volley allestiti di fronte all’Hotel de Ville per giocare a pallavolo a due passi dall’ufficio di Anne Hidalgo. Non manca il cinema en plein air con rassegne per tutta la città di cui la più importante al Parc de la Villette. Spazio anche alla musica con Rock en Seine e diversi jazz festival. Infine per i più piccini all’interno del giardino delle Tuileries è stato allestito un piccolo parco divertimenti e per chi vuole invece spingersi fuori città ad attenderlo gli spettacoli notturni delle fontane dei giardini reali di Versailles.

L’estate parigina significa anche, cosa risaputa, fare i conti con un clima altalenante per cui si passa da un cielo fosco e grigissimo con temperature non proprio estive a giornate soleggiate e calde. Alla fine ci si abitua e poi tutto sommato, sia estate o inverno, aveva ragione Hemingway: «Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile».

blog comments powered by Disqus