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Picasso Images: l’Artista e l’Obiettivo

Fino al 19 febbraio il Museo dell’Ara Pacis ospita l’imperdibile rassegna fotografica con protagonista uno dei massimi esponenti dell’arte del ‘900

Picasso

Inizio l’articolo raccontandovi una scena a cui ho assistito dopo aver superato l’ingresso del Museo dell’Ara Pacis. Una guida è intenta a spiegare ad una scolaresca la nascita, lo sviluppo e il significato della celebre Guernica di Picasso facendo riferimento agli scatti appesi alle pareti, testimoni delle fasi di composizione del capolavoro. I bambini, curiosi ed entusiasti, porgono alla guida numerose domande: uno spaccato che dimostra quanto l’arte, proposta in modo adeguato, riesca a suscitare anche nei bambini stupore e curiosità.

 

L’imperdibile esposizione fotografica – Picasso Images – è composta da circa duecento scatti e una prestigiosa selezione di opere pittoriche, grafiche e scultoree dell’artista spagnolo provenienti dal Musèe National Picasso-Paris. Un uomo che ha fuso la sua vita con l’arte. In mostra fino al 19 febbraio non solo l’artista “imbevuto” nella pittura, nella scultura, ma anche nella fotografia. Che Picasso si trovasse estremamente a suo agio davanti l’obiettivo è chiaro fin dai primi scatti esposti sulle bianche pareti del Museo dell’Ara Pacis. L’immensa produzione riempie l’inquadratura e molto spesso egli stesso diventa l’attore principale dello scatto, arrivando poco alla volta a livelli rari e preziosi d’intimità con il fotografo. Ma procediamo con ordine.

 

Picasso Images è suddivisa in tre sezioni e copre un arco temporale che va dal 1901 al 1971. La prima fase è quella del diletto e dell’autoaffermazione: il pittore, trasferitosi a Parigi, usa la lente delle sue macchine fotografiche per consolidare il suo status. Gli scatti immortalano le tele presenti nell’atelier, gli artisti e gli amici “del giro” e ogni tanto si concede le svago di imprimere sulla lastra la bellezza della capitale francese. Chi vuole conoscere con sguardo attento e analitico la genesi dei primi lavori potrà farlo ammirando, inoltre, i momenti più intimi e confidenziali scattati da Ol’ga Chochlova, la ballerina russa madre del primogenito di Pablo.

 

La fase che va dagli anni ’30 ai ’60 è giustamente battezzata Collaborazioni Proficue. Insieme a tre illustri personaggi, Picasso alzerà vertiginosamente il livello del suo rapporto con la fotografia. Il primo è Brassaï, il fotografo di origine ungherese celebre per gli sbalorditivi scatti notturni di Parigi. Un rapporto di lavoro e amicizia sincera nato nel 1932 per un servizio commissionato dalla rivista “Minotaure” sulle sculture di Picasso – ai tempi pressoché sconosciute – e che proseguirà con il servizio del 1939 per la rivista “Life”.

 

La surrealista Dora Maar invece conosce Pablo Picasso nel 1935. I due diverranno subito amanti e sarà proprio la Maar a testimoniare le varie fasi della creazione di Guernica di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo. Siete curiosi di sapere che aspetto avesse quest’importante figura femminile? Guardate l’opera di Picasso chiamata La femme qui pleure…

 

L’ultima “collaborazione proficua” è datata 1953, anno in cui il ventiduenne fotografo (ancora apprendista) André Villers e il genio spagnolo si incontrano. Picasso sarà il mentore del giovane che, esaltato da questa opportunità, creerà notevoli espedienti fotografici: découpage raffiguranti Picasso riassemblati fotogramma su fotogramma dal fotografo attraverso una complessa tecnica di scatto. Si tratta di uno dei momenti più intensi e coinvolgenti di Picasso Images.

 

Una vittima consenziente: 1944-1971. La terza e conclusiva parte dell’esposizione si focalizza su un Picasso ormai superstar. Non è solo il punto di riferimento dell’arte contemporanea, ma è anche un vip, un personaggio pubblico e popolare che non disdegna i bagni di folla. Celebre la passione per la tauromachia ed ecco i numerosi scatti che lo raffigurano divertito e sorridente sugli spalti di una corrida. L’artista è sulle copertine di “Life” e “Paris Match” e nonostante l’eccellenza della fotografia mondiale se lo contenda – giusto per fare qualche nome: Robert Capa, Gjon Mili, l’illustratore Robert Doisneau, i ritrattisti Herbert List, Arnold Newman o Bill Brandt – Picasso alterna questi scatti d’autore a pose da beato anziano adagiato su una tranquilla spiaggia d’estate.

 

In conclusione, Picasso Images è una ricca e imperdibile opportunità per ammirare un aspetto a cui non si è mai dato troppo risalto: Picasso “vittima e carnefice” della macchina fotografica. Una mostra in cui si può ammirare l’universo attorno e dietro la sua incomparabile mente creativa. Un viaggio meraviglioso nel mondo della fotografia accompagnati da Picasso e da tutti i suoi compagni d’avventura.

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