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“Morte di una stella e altrove”: la preghiera laica di Dartizio

Morte di una stella e altrove: fino al 24 gennaio lo Studio Museo Francesco Messina ospiterà la mostra −  curata da Sabino Maria Frassà e promossa dal Comune di Milano, dalla Fondazione Giorgio Pardi e dall’associazione Cramum − del giovane e talentuoso Eracle Dartizio

E sembrano invitarci da lontano
per svelarci il mistero delle cose
o spiegarci che sempre camminiamo
fra morte e rose
o confonderci tutto e ricordarci
che siamo poco o che non siamo niente
e che è solo un pulsare illimitato,
ma indifferente.

Stelle, Francesco Guccini

 

Alzare lo sguardo al cielo e osservare, rapiti, le stelle; forse nessuna esperienza è così bella e angosciante al contempo. È la bellezza derivante dal confronto senza filtri con la grandezza sconfinata dell’universo, è l’angoscia che ne segue perché quell’infinito non ci appartiene. Ma non è proprio da questa consapevolezza, dall’accettazione di una fine ineluttabile, che l’uomo dà senso al suo passaggio terrestre? La drammaticità di una morte che ci accomuna tutti, che investe ogni cosa, ogni cielo, ogni respiro, diventa dramma esistenziale se non si impara a vivere dentro questo orizzonte compiutamente incompiuto.

Ed Eracle Dartizio, attraverso le opere esposte fino al 24 gennaio presso lo Studio Museo Francesco Messina, sembra proprio insegnarci questo: l’unico sconto concessoci dal dolore è la possibilità di affrontarlo. Farsi scavare dentro per poi accogliere, in quel buco nero, la forza della rinascita. Quello di Dartizio è un dolore primario, la perdita originaria su cui tanto si è interrogato Freud, la mancanza del respiro generante. La morte della madre diventa infatti, nell’esposizione Morte di una stella e altrove, lacerante ispirazione: l’artista plasma il suo inno alla vita sfidando lo strazio e il tormento dell’assenza.

4 profilo

Eracle Dartizio, classe ’89, nasce a Vaprio d’Adda nel 1989. Ha frequentato con borsa di studio la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e nel 2012 si è diplomato con lode in Graphic Design & Art direction. In residenza artistica presso la Fonderia Artistica Battaglia, in collaborazione con il Premio Arte Laguna di Venezia, nel 2014 è finalista del premio e lo stesso anno vince il Premio Arte Mondadori, promosso da Cairo Editore. Nel 2015 la UAL – University of the Arts London gli assegna una borsa di studio. Espone in Italia e all’estero. www.eracledartizio.com

Se anche le stelle muoiono, la speranza può però rinascere continuamente e farsi strada nei ricordi, nell’ostinazione del voler risorgere e del voler lottare contro un destino infausto. L’uomo può diventare immenso solo convivendo con i suoi limiti, le sue piccolezze, le sue paure.  Per questo è necessario interrogarsi senza sosta, dare nuova linfa alla propria forza, non smettere mai di cercare l’altrove, che è la pausa, il ristoro, la quiete dopo la tempesta, ma anche il luogo magico di un incontro. Come ricorda il curatore della mostra, infatti, «se Eracle è un illuminista, è un illuminista contemporaneo, nostalgico, consapevole dei limiti del pensiero umano, che in fondo cerca comunque di ricongiungersi con la propria mamma… in un altrove».

1 Firmamento

Firmamento

In questa mostra l’interrogazione esistenziale travolge il visitatore e lo costringe a ripensare il mondo e a ripensarsi, grazie anche a un florido incontro di suggestioni artistiche: le opere di Eracle Darizio (Firmamenti, Supernova, Meteoriti) si arricchiscono di nuovi significati, e grazie alla suggestiva cornice della Chiesa e grazie all’esposizione permanente delle opere di Francesco Messina.

«Alla Chiesa di San Sisto, oggi Studio Museo Francesco Messina, l’artista rappresenta la preghiera laica per l’uomo moderno, così consapevole della propria piccolezza di fronte all’universo, al mondo e alla storia umana. In questa preghiera non c’è spazio per le immagini. L’uomo è di fronte alla materia ed è da solo. Tutto ciò che lo circonda è materia, persino il cielo, spesso caricato di significati salvifici. Come ogni materia anche il cielo si trasformerà, collasserà, morirà. Ai cieli di Eracle Dartizio non ci si può quindi aggrappare. Eracle Dartizio non può che proporre di ricercare quell’altrove e quella speranza dentro se stessi. L’unica luce della mostra non sono infatti le stelle, bensì una pozzanghera, posta al centro della Chiesa».

 Sabino Maria Frassà

Pozzanghere

Pozzanghere

L’imponenza della solitudine e l’asprezza del vivere emergono soprattutto in Supernova, opera nella quale la ricerca dei materiali e il loro dicotomico accostamento conferiscono un’aurea di tragica sacralità: qui il tessuto più leggero al mondo (stampa su super organza giapponese) si sposa al materiale più duro (rivestimento in nitruro di boro cubico). Uno scontro solo apparente: come si dice spesso, non si potrebbe apprezzare il dolce senza l’amaro.

2 Supernova

Supernova

Una mostra davvero da non perdere, un universo di luce profonda nel quale cercare a fondo, dal quale farsi cercare. Inaugurata il 12 gennaio alle ore 18.00, il curatore Sabino Maria Frassà ha voluto dedicarla «a tutte le mamme», perché «cosa ci fa comprendere meglio questo essere finiti, se non la perdita della mamma? Nella morte dei propri genitori si vede la propria morte». Proprio per questo la chiave di lettura musicale di Morte di una stella e altrove è la nota canzone Son tutte belle le mamme del mondo. Sono le mamme le stelle più belle.

 


Morte di una stella e altrove 
di Eracle Dartizio

promo

a cura di Sabino Maria Frassà
Studio Museo Francesco Messina
Via San Sisto 4/a (Via Torino), Milano
Dal 13 al 24 Gennaio 2016; dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00. Lunedì chiuso
Inaugurazione martedì 12 gennaio 2016, ore 18:00

La visita è gratuita

In collaborazione con: Amaike Textile Industry, Ishikawa (J); Cafro srl, Fino Mornasco; Fonderia Artistica Campagner, Senago (Mi); Galleria Alessio Moitre, Torino; Silhouette Eyewear, Como.
Si ringrazia per la concessione dell’opera Pozzanghere: Fonderia Artistica Battaglia, Milano; Galleria Toselli, Milano.

www.cramum.it

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