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Mondrian, l’armonia perfetta

lDall’8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012 il Complesso del Vittoriano di Roma ospita “Mondrian. L’armonia perfetta”, retrospettiva che ripercorre l’intero cammino artistico del pittore olandese attraverso circa 70 suoi olii e disegni e oltre 40 opere di artisti che influenzano la sua evoluzione. La mostra è a cura di Benno Tempel, direttore del Gemeentemuseum de L’Aia e, nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Piet Mondrian all’inizio del Novecento è un paesaggista di successo dei Paesi Bassi, nel 1911 la folgorazione: vede le tele di Cézanne, Picasso e Braque. Rimane talmente colpito da trasferirsi a Parigi dove, qualche anno dopo, compone i suoi primi quadri astratti. Tempel afferma che “Mondrian continuò a lavorare sulle possibilità di strutturazione per riduzione, già contenute nel cubismo, fino alla pittura astratta”. La struttura formale dei suoi quadri è ridotta al piano e l’articolazione spaziale è affidata al colore. Eliminati gli oggetti, quel che rimane sono linee nere orizzontali e verticali che si intersecano, alcuni spazi lasciati bianchi e altri colorati di blu, giallo e rosso. La purezza e l’assoluto, l’equilibrio e l’armonia prendono forma e tendono alla verità della coscienza interiore. Mondrian scrive “…voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose”.

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