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Il teatro romano di Trieste

Due settimane fa mi trovavo a Trieste per motivi di lavoro. Durante una pausa i colleghi residenti o domiciliati nella città mi hanno portata di fronte ad un teatro romano, meraviglia dell’antichità. La struttura, risalente probabilmente all’Età Augustea, fu rimaneggiata nella seconda metà del I sec. d.C. ad opera di un certo Quintus Petronius Modestus, procuratore di Traiano (le iscrizioni rinvenute in loco sembrerebbero confermare l’ipotesi). Si trova ai piedi del colle San Giusto e la sua posizione è interessante perché sfrutta la pendenza della cavità naturale come accadeva per la costruzione dei teatri greci. La cavea, che doveva ospitare circa 3.500 spettatori, è divisa in una parte inferiore ed una superiore, a loro volta articolate in quattro settori per mezzo di cinque scalinate. La parte inferiore è costituita di mattoni un tempo ricoperti di pietra, mentre quella superiore – insieme alla scena, della quale è rimasto poco materiale – di legno. Sulla sommità della cavea vi sono i resti di una nicchia, probabilmente riservata al culto imperiale. Un tempo, dietro la scena, si trovava il mare e dunque una quinta molto suggestiva per un teatro. Ora, invece, il mare è più lontano, ma la struttura si trova comunque in pieno centro, proprio dietro Piazza Unità d’Italia. Della sua presenza si è tornati a goderne da pochi anni poiché per secoli il teatro fu depredato e abbandonato a tal punto che sono sorte costruzioni sullo stesso, che lo hanno, purtroppo, a lungo seppellito. Ad accorgersi della sua presenza fu l’architetto Pietro Nobile nel 1814, ma fu riportato alla luce solo nel 1938, in seguito all’abbattimento dei vecchi edifici e ad uno scavo che però ha apportato numerosi e poco documentati interventi, che ancora oggi compromettono la corretta interpretazione della struttura intera. Le statue, le iscrizioni e, più in generale, i reperti sono attualmente conservati presso il Civico Museo di Storia e Arte di Trieste. Il diametro e la grandezza del teatro sono inferiori alle dimensioni che doveva avere un tempo. È visitabile tutti i giorni dell’anno e viene utilizzato d’estate per qualche spettacolo all’aperto. Ultimamente è stato ricostruito in modo verosimile in 3D dalla dott.ssa Lisa Miniussi, studentessa di Architettura, e chi volesse leggere qualcosa in più riguardo a tale rifacimento consiglio l’articolo pubblicato su «Il Piccolo»http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2012/02/22/news/ecco-il-teatro-romano-rifatto-com-era-1.3210220

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