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Ennesima. Una mostra di sette mostre sull’arte italiana

Dal 26 novembre 2015 al 6 marzo 2016 la Triennale di Milano presenta Ennesima. Una mostra di sette mostre sull’arte italiana; curata da Vincenzo de Bellis con la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti, è suddivisa in sette percorsi differenti e accoglie più di 170 opere di oltre 70 artisti

Un excursus nell’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo, dall’inizio degli anni Sessanta ai nostri giorni: anche questo è Ennesima; anche e non solo, proprio perché la peculiarità di questa “mostra di mostre” non risiede tanto nel suo intento celebrativo e ricostruttivo, quanto nelle modalità tramite le quali l’omaggio artistico viene messo in atto. La novità è tutta nell’allestimento: sull’intero primo piano della Triennale di Milano si stagliano sette progetti espositivi completamente autonomi − differenti l’uno dall’altro per formati, tecniche, stili, temi e ideologie − in grado di restituire un giudizio critico originale e innovativo. In una continua tensione dialettica tra singoli particolari e visione globale, infatti, la sintesi è rappresentata dall’accettazione del concetto di arte come un qualcosa di polimorfo, un’entità variegata e ricca: di richiami e rimandi, di contrasti, di particolarità e, soprattutto, di possibilità − ognuna delle quali posseditrici di pari dignità esistenziale.

L’esposizione, curata da Vincenzo de Bellis con la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti, sembrerebbe attingere a principii olistici: se è vero che ogni singola mostra vive di linfa propria, è innegabile però che le tipicità caratterizzanti si palesano chiaramente nel confronto con le altre, nel rapporto di scambio che si viene a creare all’interno di un’unità superiore. Come a dire: il tutto è la somma delle parti, ma queste ultime acquistano carattere e determinatezza solo come parte di un tutto. Ecco come Ennesima viene descritta dall’interno:

«Non un unico progetto che cerchi a tutti i costi connessioni tematiche o stilistiche, cronologiche o generazionali, bensì una piattaforma che provi a ipotizzare la compresenza di questi formati e di altri possibili, per raccontare uno spaccato degli ultimi cinquant’anni di produzione artistica. Sette tentativi, dunque, sette suggerimenti, sette possibili analisi e interpretazioni dell’arte italiana contemporanea: in questo modo Ennesima privilegia, rispetto a una visione univoca, delle prospettive multiple che, come tali, nella loro parzialità possono essere considerate un campionario di approcci diversi all’arte contemporanea. Partendo da questa sua natura “plurale”, nata dallo studio e dall’analisi di grandi rassegne recenti e meno recenti alle quali, in vari modi – dalla citazione alla reazione – vuole rendere omaggio, il progetto si configura come una meta-mostra: una mostra che riflette su se stessa, sulla pratica espositiva e sui meccanismi che ne regolano il funzionamento, e che svela nel suo stesso impianto sia la grammatica che ha portato a certe scelte sia, al contempo, la totale soggettività delle stesse, delineando così un affresco composito del sistema contemporaneo italiano nelle sue diverse specificità».

Ennesima, che prende il titolo dalla prima versione, suddivisa in sette tele, dell’omonima opera di Giulio Paolini,  sarà aperta al pubblico fino al 6 marzo 2016 e sarà accompagnata da una pubblicazione in sette libri e da una guida-catalogo, a cura di De Bellis ed edita da Mousse Publishing, arricchita da contributi, saggi e testi critici inediti, firmati da prestigiose personalità del settore.

Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), 1973 matita su tela preparata sette elementi 45×30 cm ciascuno, misure complessive 45 x 220 cm – collezione privata, Londra

Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), 1973, matita su tela preparata sette elementi 45×30 cm ciascuno, misure complessive 45 x 220 cm – collezione privata, Londra

LE MOSTRE

Il percorso di Ennesima inizia con una collettiva tematica che mette al centro l’iconografia e la sua importanza creativa: Per la scrittura di un’immagine. Oltre venti artisti di generazioni diverse declinano in chiave personale quella che in campo artistico potrebbe essere definita l’unità minima di significato e, al contempo, un contenitore illimitato che può includere, senza discriminazione alcuna, ogni frammento di mondo. Questo perché l’immagine −  grande protagonista della collettiva − è libera e può (ri)produrre esteticamente tutte le scelte artistiche. Particolare, poi, la rilevanza che viene conferita dagli autori alla progettualità, al momento che precede la vera e propria nascita dell’opera. L’immagine non è solo evidenza ma è il risultato di una fusione tra idea, tecnica, capacità e genio creativo.

Artisti:
Mario Airò, Stefano Arienti, Alighiero Boetti, Francesco Clemente, Roberto Cuoghi, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Lara Favaretto, Giuseppe Gabellone, Francesco Gennari, Paolo Gioli, Mario Merz, Marisa Merz, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Pino Pascali, Diego Perrone, Vettor Pisani, Carol Rama, Pietro Roccasalva, Andrea Romano, Rudolf Stingel, Francesco Vezzoli.

Dopo la tematica, Ennesima continua con una collettiva su uno specifico movimento. L’immagine della scrittura: Gruppo 70, poesia visuale e ricerche verbo-visive è una mostra che rende omaggio a quel clima di sperimentazione, tipico degli anni Sessanta e Settanta, fautore di una memorabile convergenza tra linguaggio verbale e arte visiva messa in atto, in particolar modo, dal movimento d’avanguardia Gruppo 70.

Artisti: Gruppo 70: Giuseppe Chiari, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lamberto Pignotti; Poesia visuale: Vincenzo Accame, Ugo Carrega, Vincenzo Ferrari, Martino Oberto, Gianni Emilio Simonetti; Ricerche verbo-visive: Vincenzo Agnetti, Gianfranco Baruchello, Emilio Isgrò, Maurizio Nannucci, Giulio Paolini, Franco Vaccari.

Sandrinus, il tutto prima delle parti, prima mostra personale di Alessandro Pessoli in un’istituzione pubblica italiana e unica − come format − all’interno di Ennesima, esprime già nel titolo l’essenza stessa e il nucleo centrale della rassegna: la concezione di una globalità che vivifica il particolare. Partendo dalla pittura, e sottoponendola a continue sfide e revisioni strutturali e teoriche, le opere di Pessoli inglobano richiami dal passato e premonizioni dal futuro, legano insieme atmosfere pop ed echi classici e regalano alla vista una varietà che è sinonimo di grandezza.

Nella quarta mostra, La performance dal tempo sospeso: il tableau vivant tra realtà e rappresentazione, artista e opera d’arte diventano un unicum indivisibile. Il corpo assurge a  tela, supporto fisico investito da cariche interpretative. Muovendosi tra scultura e fotografia, arte teatrale e arte pittorica, la performance colpisce perché, nonostante la sua apparente staticità, lascia aperti molteplici spiragli interpretativi, resi evidenti dalla presenza, seppur immobile, dell’uomo, un tableau vivant che per sua natura lotta da sempre contro lo scorrere del tempo.

Artisti:
Vanessa Beecroft, Elisabetta Catalano, Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Patrizio Di Massimo, Linda Fregni Nagler, Jannis Kounellis, Massimo Grimaldi, Marcello Maloberti, Fabio Mauri, Liliana Moro, Luigi Ontani, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Luigi Presicce, Pietro Roccasalva, Franco Vaccari.

Dopo Gruppo 70, un’ulteriore esposizione dedicata: L’archivio corale: lo Spazio di via Lazzaro Palazzi, l’esperienza dell’autogestione e AVANBLOB. Tramite il format della mostra di documentazione o display di un archivio, si vuole ricordare e omaggiare l’operato di un gruppo di alcuni artisti diplomatisi all’Accademia di Brera con Luciano Fabro, dalla fondazione, nel 1989, della rivista “Tiracorrendo” alla realizzazione, presso la Galleria Massimo De Carlo, di Avanblob, un’installazione-ambiente con dodici opere site-specific.

Artisti:
Lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi (Mario Airò, Enzo Buonaguro, Matteo Donati, Stefano Dugnani, Giuseppina Mele, Chiyoko Miura, Liliana Moro, Andrea Rabbiosi, Bernhard Rüdiger, Antonello Ruggieri, Adriano Trovato, Massimo Uberti, Francesco Voltolina)

Infine, Ennesima si conclude con 2015: tempo presente, modo indefinitomostra collettiva generazionale che sfida apertamente qualsiasi forma di categorizzazione. L’unica uniformità concessa riguarda il tempo, un fattore che viene elevato al quadrato e si gemina in una prospettiva biografia e in un’altra più strettamente creativa: tutti gli artisti sono nati tra la metà degli anni Settanta e Ottanta e i loro lavori − inediti− sono stati realizzati tutti nel 2015.

Artisti:
Alessandro Agudio, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Francesco Arena, Lupo Borgonovo, Danilo Correale, Adelita Husni-Bey, Nicola Martini, Luca Monterastelli, Alek O., Andrea Romano, Santo Tolone.

Si è già detto del taglio avanguardista di questa mostra delle mostre, della sua innovazione concernente i registri e le possibilità espositive;  ecco che, allora, alla conclusione convenzionale ne segue un’altra non convenzionale, una settima mostra che intrattiene con le altre un rapporto trasversale. Qui, ora e altrove: Site-Specific e dintorni, attraverso svariati interventi Site-Specific allestiti in punti cruciali del percorso espositivo, non segna quindi una fine, semmai continua ad aprirsi e ad aprire nuovi spazi di riflessioni, innescando moderne e mai sature catene significanti. Il tutto affidato ai lavori − espressamente ideati in funzione del luogo ospitante− di Massimo Bartolini, Monica Bonvicini, Alberto Garutti, Luca Vitone.

È giusto ribadirlo: Ennesima non è solo un excursus nell’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo, c’è molto di più. È l’Arte in sé e, prima ancora, l’approccio giusto per imparare a volgere lo sguardo a quest’ultima.

La Triennale di Milano presenta

Ennesima.Una mostra di sette mostre sull’arte italiana

A cura di Vincenzo de Bellis
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti

Orari
Martedi – Domenica
10.30 – 20.30
Lunedì chiuso

Ingresso
8,00/6,50/5,50 Euro (Acquista online)