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Anversa, nuova tranvia al posto di un antico bastione

Ieri l’ultima occasione per visitare il basamento dell’Huidevetterstoren. Da oggi riprenderanno i lavori della Noorderlijn che annunciano la distruzione di quel che resta del baluardo eretto sotto Carlo V. Previsto comunque un piano per preservare alcuni tratti della cinta muraria spagnola

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(foto 1)

Dieci metri d’altezza, fino a cento di larghezza, nove bastioni, un fossato colmo d’acqua, cinque ponti monumentali e altrettante porte in stile Rinascimentale per accedere ad Anversa. Le caratteristiche in breve di uno dei più possenti muri difensivi del XVI secolo, eretto dagli spagnoli per proteggere la città fiamminga e il suo porto. Un’opera progettata dall’ingegnere italiano Donato Di Boni, ben documentata da stampe, immagini e testi del tempo e che sta riemergendo durante i lavori per la realizzazione della Noorderlijn, la nuova linea tranviaria. (foto 1)

Nei giorni scorsi sull’attuale Frankrijklei, all’altezza dell’incrocio con Maria-Theresialei, è riaffiorato il basamento dell’Huidevetterstoren, l’ultimo dei nove baluardi ad essere stato completato. Come gli altri bastioni, anche l’Huidevetterstoren era pentagonale – forma geometrica mutuata da analoghe costruzioni italiane – e rivestito con pietra calcarea bianca.

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(foto 2)

Il temporaneo scavo archeologico era visitabile fino a ieri – domenica 8 maggio – e da oggi quel che resta del bastione verrà abbattuto. In questo tratto il progetto della Noorderlijn prevede infatti la realizzazione di un tunnel per auto, un parcheggio sotterraneo per vetture e bici e l’ammodernamento dell’attuale stazione del tram. Un enorme investimento che promette di cambiare la viabilità cittadina e che non può né deviare il suo percorso né integrare la struttura in mattoni. (foto 2 e foto 3). Una scelta che ha incontrato comunque il favore dei media e dell’opinione pubblica.

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(foto 3)

Non tutti i resti della cinta muraria conosceranno però lo stesso destino. A circa 600 metri dall’Huidevetterstoren si trova un altro importante snodo della nuova linea tranviaria. Qui il tunnel per i vagoni del tram attraverserà il basamento di un secondo bastione e quel che rimane del Kipdorpbrug, uno dei cinque ponti d’accesso alla città. In questo caso i resti non verranno abbattuti e saranno integrati con la nuova galleria trasparente (foto 4). Inoltre, una parte del ponte sarà visibile senza dover prendere la tranvia perché al centro di un perimetro archeologico a cielo aperto.

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(foto 4)

In città sono comunque ancora visitabili alcuni pezzi della fortificazione spagnola. Ad esempio, durante precedenti lavori sempre su Frankrijklei venne alla luce il Keizersbastion, il cui basamento è conservato presso il parcheggio della Banca Nazionale e gratuitamente visitabile.

La fortificazione eretta sotto l’imperatore Carlo V tra il 1542 e il 1553 rimase praticamente invariata fino al XIX secolo quando l’aumento della popolazione e l’evoluzione delle tecniche militari hanno reso necessaria la costruzione di una seconda cinta muraria che difendesse i nuovi quartieri sorti nel corso dei secoli. E ancora oggi il Ring – il raccordo anulare attorno Anversa – ripercorre proprio il tragitto di quella nuova linea difensiva.

Nel giro di qualche anno si decise così di abbattere l’ormai vetusta costruzione spagnola. Il fossato è stato prosciugato e interrato e lungo il suo perimetro si sono gettate le basi per la realizzazione delle Leien, ovvero i larghi boulevard che ancora oggi costeggiano il centro storico della città fiamminga. Nel corso dei lavori per la Noorderlijn – che dureranno fino a luglio 2019 – verranno riportati alla luce i resti di cinque bastioni (Kattenberg, Slijk, Schijn, Kipdorp e Huidevetterstoren), un ponte (Kipdorpbrug) e una porta (Rode Poort).

Nel corso dei decenni la cinta muraria è stata ben più di un semplice muro difensivo per Anversa. Al museo Plantin-Moretus è ad esempio conservata una stampa che mostra gli abitanti della città pattinare sul fossato ghiacciato nei pressi della porta Keizerspoort. E sempre le cinque porte sono state utilizzate per le Blijde Intredes, ovvero l’ingresso in città di nuovi re, principi, cardinali o duchi in pace e con lo scopo di presentarsi alla cittadinanza in festa.

E la stessa costruzione della stessa cinta non è meno interessante. Un testo del 1544 conservato negli archivi cittadini racconta che per scegliere i migliori mattoni si sono svolti dei test facendo fuoco con un cannone. Il tutto avvenne nel villaggio di Glabbeek, a circa 60km da Anversa.

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