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Addio Gae Aulenti!

Si è spenta il primo novembre l’architetto, designer, restauratore e allestitore italiano di fama mondiale Gae Aulenti. Una perdita inestimabile nel mondo dell’arte in genere. Laureatasi presso il Politecnico di Milano nel 1953, Aulenti  fece i primi passi proprio nel contesto urbano del capoluogo lombardo inserendosi nella corrente neoliberty. In quel periodo ebbe l’opportunità di conoscere anche il giovane Renzo Piano, che come lei ancora stava iniziando a farsi strada. Inutile elencare le numerosissime esperienze professionali della Aulenti, che sono rintracciabili su qualsiasi manuale di Architettura e Arte contemporanea e su numerosi siti web. Tra le sue opere principali ricordiamo però: la riqualificazione della Gare d’Orsay (Laloux) e l’allestimento del museo parigino stesso (1980-86). A Barcellona, la creazione del Museo Nazionale d’arte catalana (1985-2004). La ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia (1985-86). L’ingresso della stazione di Santa Maria Novella di Firenze nel 1990. La realizzazione del Museo d’arte asiatica a San Francisco (1996-2003). L’ampliamento e l’adeguamento del Museo d’arte orientale Edoardo Chiossone di Genova (1999). Il restauro del Castello Estense di Ferrara (2003). La creazione dell’Istituto di cultura italiana a Tokyo nel 2006 e tanti altri interventi di creazione e restauro effettuati principalmente nella sua Italia. Nel corso degli anni è stata insignita di diverse onorificenze tra cui la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, ricevuta il 28 marzo 1994 e la Medaglia d’oro alla carriera, ricevuta lo scorso 16 ottobre alla Triennale di Milano. Una pietra miliare, Gae Aulenti, che con il suo talento ha dato un apporto fondamentale all’architettura e al design mondiale.

Vogliamo ricordarla con una sua risposta ad un’intervista, di cui consigliamo la lettura integrale (http://www.immobilia-re.eu/gae-aulenti-bisogna-progettare-per-un-senso-collettivo-delle-cose-non-per-un-senso-di-blasfemia-individuale-2/), effettuata da Greta La Rocca il 24 giugno del 2010:

“L’architetto deve saper leggere il contesto perché molto spesso queste radici sono nascoste e sotterranee. Il saperle riconoscere e farle apparire è il grande lavoro di rilettura storica di un luogo”.

La creazione di diversi edifici per Aulenti doveva avvenire in seguito ad un’approfondita ricerca storica del luogo e in armonia con ciò che lo stesso presenta in superficie e non, soprattutto da un punto di vista estetico. Riteneva anche che ogni città dovesse essere considerata un’entità a sé stante. Un edificio che può star bene in una città come New York non è detto che sia adatta per Tokyo e così via. La maggior parte degli architetti contemporanei dovrebbe tenere bene a mente queste parole, perché, a mio avviso, si è persa la memoria storica dei luoghi e anche il gusto del bello.

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