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Il migliore amico di quello che ti piace…

di Anonimo

Ah, le coincidenze…avvenimenti fortuiti, inaspettati che fanno ridere, vergognare, che cambiano la vita, che incuriosiscono, spiazzano o addirittura fanno soffrire… Le coincidenze sono straordinariamente affascinanti e, nella loro accezione positiva, hanno quasi sempre uno stesso ingrediente comune: la voglia irrefrenabile di raccontarle a qualcuno. Fatelo con noi. Condividete la vostra storia (in forma anonima o meno), inviandola all’indirizzo pauranka@gmail.com.

Ogni settimana pubblicheremo le due più avvincenti.

migliore amico

Durante una manifestazione extrascolastica, ai tempi delle medie, conosco un ragazzino biondo e con gli occhi blu che cattura la mia attenzione. Tra chiacchiere e risate, la giornata scorre in fretta e prima di dirci addio, ci scambiamo i numeri di telefono. Lui abita a circa un’ora di auto dal mio paese e l’unico modo per rimanere in contatto è chiacchierare al telefono, con la promessa che prima o poi ci saremmo rivisti. Così, le chiamate si susseguono durante il weekend, ma quello è il periodo in cui la migliore amica viene a dormire un sabato sì e l’altro pure a casa tua ed evidentemente anche per lui era così, visto che ogni volta che ci sentivamo era in compagnia del suo migliore amico. Da lunghe conversazioni a due, in breve tempo diventano a quattro. Non ricordo esattamente la dinamica dell’evoluzione della faccenda, ma con il passare del tempo sia io che la mia amica finiamo per sentire solo l’altro, non il biondino bellissimo con cui mi ero scambiata il numero, per intenderci. Trascorrono così un paio di anni di conoscenza virtuale con questo altro tizio tra sms e lettere. Poi il liceo, tanto studio, tante nuove distrazioni e la cosa muore lì.

Primo anno di università a Roma. Primo rientro a casa (parliamo di fine ottobre 2006). Viaggio in compagnia di una delle mie cugine più care. Prendiamo posto sul treno che ci riporterà a casa, quando improvvisamente mi sembra di sentire una signora che “urla” un cognome a me noto. Collego tutto solo quando il ragazzo col cognome che credo di conoscere si siede proprio accanto a me. Aveva un volto più acerbo nelle foto che mi aveva spedito all’interno di un’epistola tempo fa, ma tolta la barbetta e qualche segno d’espressione capisco che si trattava proprio lui: il migliore amico del biondino che mi piaceva alle medie. Siccome lui non mi aveva mai vista nemmeno in foto, non avrebbe mai potuto riconoscermi, se non per due aspetti: la mia provenienza e il mio cognome. Siccome attacca presto bottone e il viaggio è ancora lungo, tramite sms spiego a mia cugina la situazione e le chiedo di non rivelare il nome del nostro paese di origine. Come potrete immaginare, si chiacchiera di continuo e il viaggio scorre velocemente, ma non è in quell’occasione che ho il coraggio di rivelargli chi fossi. Lo faccio dopo qualche settimana via telefono. Come un tempo. Inutile spiegarvi lo stupore per la coincidenza vissuta. Successivamente abbiamo anche provveduto ad informare tutte le parti un tempo coinvolte e da allora, finché abbiamo vissuto nella stessa città, siamo usciti insieme qualche volta.

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