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Wikipedia è tornata!

Wikipedia, l’enciclopedia libera del web ha protestato contro il comma 29 del DDL sulle intercettazioni per tre giorni di seguito, cosa che si è interrotta da qualche ora, nonostante non sia ancora stata presa alcuna decisione in merito in Parlamento. Il comma incriminato ieri è stato modificato includendo solo le testate giornalistiche on-line e di fatto escludendo Wikipedia, ma ancora non vi è nessuna certezza a riguardo.

Da dieci anni a questa parte Wikipedia è diventata un punto di riferimento per molte persone. Si tratta di un’enciclopedia libera perché creata dai fruitori stessi e modificabile in ogni momento. L’idea di un lavoro collettivo le ha dato, inoltre, la possibilità di un’autocorrezione costante di contenuti eventualmente inesatti. Ne è derivato quello che è Wikipedia oggi: un copioso elenco di voci, alcune più approfondite, altre meno, altre ancora da creare, ma comunque molto utili per chi, a causa di dubbi, di ricerche o altro vi fa riferimento. Nel corso degli anni chi ha contribuito in prima persona alla stesura o all’approfondimento di una voce lo ha fatto anche con grande impegno e serietà (riportando ad esempio note, fonti, bibliografia e quant’altro), altri invece hanno approfittato della estrema libertà e hanno inserito voci o relative spiegazioni del tutto inesatte (quest’ultima è una realtà che però non dura mai più di qualche giorno grazie al principio di collaborazione e quindi autocorrezione cui abbiamo fatto accenno sopra). Tra gli utenti, ancora, vi sono pareri discordanti sull’utilità o meno di Wikipedia: c’è chi non ne potrebbe fare a meno perché ritiene che sia uno strumento parecchio utile e chi invece non vi fa mai ricorso perché la considera un’enciclopedia poco affidabile.

Wikipedia forse sarà costretta a cancellare definitivamente le pagine che fino a qualche ora fa sono state oscurate. L’enciclopedia si fonda su tre pilastri fondamentali: neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti da parte di chiunque; questi rischiano di crollare a causa del comma 29 del DDL sulle intercettazioni che dovrebbe prevedere «l’obbligo, da parte di tutti i siti web di pubblicare entro 48 ore dalla richiesta una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine». Il problema è che la valutazione della “lesività” dei contenuti di una voce non potrà essere giudicata da un terzo, ma solo dalla volontà del soggetto offeso. Ciò potrebbe cozzare con la veridicità dei contenuti, nel senso che questi, anche se “offensivi” ma veritieri, meritano di restare immutati e non di essere modificati. Se ciò non accadesse ne deriverebbe una informazione manipolata e cesserebbero pertanto di esistere i principi sui quali Wikipedia è nata e si è sviluppata. È giusto che le persone debbano tutelare la loro fama e reputazione, ma per la tutela e punizione del reato di diffamazione esiste già l’articolo 595 del Codice Penale.

Lasciamo libera l’informazione e ben tornata Wikipedia!


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