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Wiimote Vs Move Vs Kinect

La fantascienza di 20 anni fa diventa realtà

 

In quest’ultima generazione di console, Nintendo, Sony e Microsoft hanno introdotto, chi prima e chi poi, nuovi sistemi d’interazione con i videogiochi. Quel che affascina è che gran parte della nuova tecnologia introdotta da queste multinazionali, fino a due decenni fa poteva solo essere vista in qualche blockbuster movie, impressa sulle pellicole di qualche regista sognatore che ha involontariamente “predetto” quello che sarebbe stato il futuro.

Nintendo e Wiimote

La prima a proporsi nel rivoluzionare l’esperienza di gioco è stata senz’altro Nintendo con il Wiimote del Wii. Questo controller, molto simile ad un comune telecomando (remote), consta di due componenti fondamentali: sensori infrarossi ed un accelerometro. I primi servono a far percepire alla console il puntamento verso lo schermo, che viene captato da una barra sensore contenente altrettanti led infrarossi collegata al Wii. Il secondo, invece, permette alla console di riconoscere l’inclinazione, la rotazione e la velocità di movimento del wiimote. Questo, tradotto in termini pratici, consente, ad esempio, in un gioco di tennis, di elaborare i parametri di inclinazione della racchetta, della sua posizione rispetto al corpo e di velocità di battuta del giocatore. Questo sistema di controllo è stato poi perfezionato con il Wii motion plus, un accessorio che, collegato al Wiimote, ne migliora la sensibilità ed anche la realisticità dei movimenti che vengono recepiti dalla console con una mappatura 1:1. In altre parole, i due giroscopi presenti all’interno dell’accessorio (per l’alta e bassa velocità) consentono una mappatura completa di tutti i movimenti 3D nello spazio, garantendo maggiore precisione, fedeltà e realismo nei movimenti riprodotti su schermo. Il wiimote è inoltre provvisto di un piccolo altoparlante e di una funzione di vibrazione utili ad accentuare l’esperienza in alcune situazioni di gioco (ad esempio il suono prodotto dallo scoccare una freccia e la successiva vibrazione dell’arco). Inutile dire che l’innovazione introdotta da questo sistema di controllo ha subito aperto le menti delle software house, che hanno sfornato titoli di ogni genere: calcio balilla, tennis, pesca ed ovviamente i giochi di guida, fino ad arrivare a veri e propri personal trainer virtuali, in cui possiamo eseguire esercizi di fitness. Il wiimote è quindi il capostipite dei sistemi di controllo innovativi, con un piccolo neo però: il movimento viene riconosciuto in modo preciso nello spazio, ma senza (almeno fino ad oggi) il fattore profondità. La console quindi saprà sempre a quale altezza e angolazione impugneremo il wiimote, ma non in che modo ci spostiamo nello spazio (in avanti o indietro rispetto al punto d’interesse).

Sony, Sixaxis e Move

Quando Nintendo annunciò il Wiimote, Sony ebbe l’idea (infelice a detta di molti), di inserire nel controller di quella che sarebbe stata la nuova Playstation 3 un sistema di accelerazione e sensori giroscopici a tre assi e sei direzioni, che permettevano di interagire con i giochi semplicemente muovendo il controller, che venne così nominato Sixaxis (contrazione dell’Inglese six axis = sei assi). Questo tipo di tecnologia, raramente sfruttata (ultimamente bel implementata in “Heavy Rain”), ha ceduto il passo al nuovo sensore di movimento di Sony, il Playstation Move.

Simile ad un microfono con una pallina da ping-pong sulla punta, il Move si interfaccia con la console grazie ad una telecamera collegata ad essa (il PS Eye), che riconosce la posizione del giocatore nello spazio (e quindi anche in profondità) grazie alla luce sferica posta sulla punta del controller. Il controller, inoltre, è provvisto di tre accelerometri assiali, tre giroscopi ed un sensore di campo magnetico terrestre che, combinati al riconoscimento della telecamera, permettono la mappatura 1:1 dei movimenti del giocatore con millimetrica esattezza. Quello che apparentemente può sembrare un gemello del wiimote altro non è che l’evoluzione di quest’ultimo. Un congegno che, nonostante i più o meno elaborati sistemi di calibrazione forniti dai titoli, garantisce un’esperienza di gioco completa e realistica, che, dopo il primo approccio, non risulta mai frustrante in nessun frangente. Inoltre, la fotocamera PS Eye è fornita di un microfono che consente di poter registrare, oltre alla voce, anche le immagini dei giocatori. Ora bisogna solo vedere come queste funzioni saranno implementate nei futuri giochi.

Microsoft e Kinect

Se all’inizio parlavamo di fantascienza, l’esperienza di gioco fornita dal sensore di movimento Kinect di Microsoft è ciò che si avvicina di più a tale definizione. “Il controller sei tu”, recita lo slogan di questo accessorio della console Xbox 360, e mai tale sintesi di termini poteva essere così pregna di significato. Niente controller, niente accessori da impugnare, siamo solo noi e la console. Kinect è un accessorio formato da una telecamera Rgb, da un doppio sensore di profondità a raggi infrarossi e da quattro microfoni orientati in direzioni diverse, utilizzati per calibrare lo spazio di gioco calcolando il modo in cui rimbalzano le onde sonore. Di conseguenza, il giocatore può interagire con le immagini a schermo tramite la voce, i movimenti del corpo, e gli oggetti. Ogni singolo movimento eseguito viene riproposto in modo esatto su schermo (se alziamo una gamba ad una certa angolazione anche il nostro avatar farà altrettanto). Nel gioco Kinect Adventures, fornito in dotazione con la console, è possibile saggiare le potenzialità della periferica: velocità dei movimenti, posizione nello spazio, voce. Tutto viene captato da Kinect con estrema precisione e riproposto su schermo. Anche la navigazione nei menù della console risulta avere il suo fascino: basterà salutare per attivare il kinect, dopodiché potremo navigare tra i menù semplicemente indicando con la mano le icone d’interesse e soffermarci su di esse per pochi secondi per selezionarle. Inoltre il Kinect può essere utilizzato come semplice webcam per delle video chat sul servizio xboxlive. Al momento le potenzialità di utilizzo sono altissime, starà alle software house sfruttale appieno.

Simone Chiaravalle

 

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