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Vivere l’Expo

Exposition, experience, export, expansion: quattro “e” per raccontare l’Expo e i pro e i contro dell’evento dell’anno

EXPOSITION: Attraverso lo slogan Nutrire il pianeta, energia per la vita, è certamente l’alimentazione il tema principale dell’Esposizione mondiale apertasi lo scorso 1 maggio a Milano. Si trattano questioni come le le innovazioni e le tecniche legate all’alimentazione sul nostro pianeta, in vista di un futuro in cui bisognerà condensare scoperte e rinnovamenti partendo da un concetto di sostenibilità volto a salvaguardare le risorse della Terra.

EXPERIENCE: Vivere l’Expo è un’esperienza rilevante. Visitando i padiglioni dei vari Paesi del Mondo si entra in contatto con culture diverse: i visitatori diventano parte integrante di una realtà nuova, resa affascinante non solo dal cibo ma anche dall’architettura, che vuole raccontare la storia e la memoria di un luogo, fatta di identità  e tradizioni. Camminando lungo il decumano si percepisce, specie alla sera tra luci, musiche e sapori, un modo nuovo di pensare al nostro pianeta.

EXPORT: Expo vuol dire anche esportare il cosiddetto made in Italy, più volte rappresentato lungo l’area adibita per la grande manifestazione mondiale. L’Italia regione per regione, prodotto per prodotto. Un merchandising difficile da non notare e valorizzato in ogni parte.

EXPANSION: Non si può non parlare di espansione, sia dal punto di vista dell’area calpestabile che dei frequentatori dell’evento. Molti italiani, ma soprattutto molti stranieri volenterosi di vivere, anche e soprattutto alla sera, momenti certamente suggestivi, dove non mancano performance live musicali, degustazioni e file lunghissime per poter assaggiare i piatti della tradizione mondiale, convegni e interessanti presentazioni. E poi lo spettacolo delle luci grazie al bellissimo Albero della vita che incanta migliaia di persone pronte a catturare immagini e video da tenere come ricordo.

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EXPRO/EXCONTRO: Certamente i pro li abbiamo indicati precedentemente. Si è notata l’alta affluenza da parte della gente pronta a volersi misurare con un evento simile. E i contro? La globalizzazione è entrata a pieno titolo nella cultura alimentare, spodestando quei sani prodotti che ancora oggi si vogliono ricercare. Eppure senza sponsor e senza pubblicità non si riuscirebbe a fare molto e quindi si è consapevoli che anche il cibo è legato a questa rilevante logica. Inoltre ci si pone una grande domanda, intanto che si è all’interno per visitare l’intera area: dopo la chiusura dell’Expo (prevista per il 31 ottobre 2015) che fine faranno le strutture e in cosa si trasformeranno?

Nell’attesa, intanto, godiamoci le ultime settimane dell’evento dell’anno.

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