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Un 2010 azzurro

Si è concluso un 2010 che per tutti gli appassionati sportivi è stato ricco di appuntamenti, un 2010 che ci ha emozionato, ci ha deluso, ci ha dato speranze e certezze per il futuro, ci ha fatto sognare e ci ha risvegliato bruscamente. Siamo partiti con la XXI olimpiade invernale di Vancouver che ha tradito le nostre aspettative dopo gli undici podi di Torino 2006. La nostra grande certezza, quell’ Enrico Fabris autore di due ori e un bronzo nel pattinaggio, vero eroe di Torino  2006 non è riuscito a ripetersi. L’ unico oro lo conquista Giuliano Razzoli nello slalom. Il nostro rugby nel sei nazioni ci consegna l’ottavo cucchiaio di legno su 11 partecipazioni evidenziando una brusca frenata del nostro movimento. Sono comunque il calcio, il tennis ed il ciclismo che ci regalano in primavera le emozioni più belle. Nella finale di Madrid l’Inter di Mourinho torna sul tetto d’Europa conquistando uno storico “TRIPLETE” mai riuscito a nessuna squadra italiana. Storico anche il trionfo della Schiavone a Parigi sulla terra rossa del Roland Garros che in finale sconfigge la quotata australiana Stosur. Il novantatreesimo Giro d’Italia viene dominato da Ivan Basso grazie allo strapotere in salita che gli ha consegnato anche una vittoria storica sullo Zoncolan, la salita più dura d’Europa. Arriviamo a giugno all’appuntamento più importante e atteso: il mondiale di calcio. In Sudafrica  arriva una nazionale vecchia senza idee e logorata dalla telenovela Cassano – Lippi che abbandona la competizione nel girone eliminitario dopo figuracce “mondiali” con neozelandei e slovacchi. In piena estate L’Italia dell’atletica è impegnata a Barcellona per gli europei. Il bottino della spedizione è assai magro, solo 6 medaglie di cui nessuna d’oro (non accadeva da 52 anni).

Dopo le scorpacciate in vasca a cui ci hanno abituato gli azzurri negli ultimi anni agli europei di nuoto a Budapest arrivano solo due titoli continentali grazie a Scozzoli nei 50 rana e Pellegrini nei 200 stile libero. In autunno ospitiamo i mondiali di volley, la nostra nazionale è quarta, sconfitta in semifinale dai futuri campioni del Brasile. Il Mondiale di ciclismo in Australia non ci vede protagonisti. Campione del mondo di ciclismo su strada diventa il norvegese Thor Hushovd, quarto il nostro Pozzato. L’oro arriva (come ultimamente accade) dalle donne dove Giorgia Bronzini vince con una grande volata negli ultimi 50 metri. A  Novembre le immense ragazze del tennis ci regalano  la seconda e consecutiva Federation Cup battendo in finale le statunitensi , dove protagonista è una grande Flavia Pennetta. A novembre ad Abu Dhabi si decide il mondiale di Formula Uno. La Ferrari (la cui strategia di gara è suicida) consegna il mondiale a  Sebastian Vettel che così si aggiudica il suo primo campionato del mondo. A dicembre l’Inter conquista il mondiale per club e ci riporta in cima al mondo, ma tre giorni dopo viene a mancare Enzo Bearzot, il c.t. dell’Italia Mundial del 1982. Con lui se n’è andato un pezzo di storia del nostro calcio, quel calcio che ci manca e che ha perso uno dei suoi protagonisti… Ciao Enzo.

 

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