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Trump presidente. Cosa significa?

Il nove novembre scorso, (che potremmo considerare un palindromo della data 9/11, altrettanto tragica) un perfetto sconosciuto della politica ma molto popolare nella cultura di massa, brutale nei modi, elementare nella dialettica, ostentatamente ricco e sfrontatamente razzista e sessista, è diventato il capo della più grande democrazia del mondo. Donald Trump è un “personaggio”, è una specie di icona pop che non ha nulla a che fare con la politica. I suoi discorsi sembrano scritti per un pubblico di bambini, le sue idee assomigliano alle chiacchiere fatte in un bar: incolpare le minoranze etniche di qualsiasi disagio presente nel paese, chiudere le frontiere con un muro gigantesco, negare gli effetti dell’industrializzazione sull’ambiente.
Chi ha pensato che un simile individuo sia la persona adatta a governare un paese come gli Stati Uniti d’America? Tanti, tutti gli elettori che hanno voltato la faccia davanti a Barack Obama ed Hillary Clinton, ovvero un nero ed una donna. I conservatori, di lunga data e non, hanno trovato in Trump il presidente ideale, quello che farà tornare la loro nazione nuovamente “great”. La maggior parte sono industriali, medio borghesi, bianchi, delusi dalla linea troppo morbida di Obama; costoro si sono fatti travolgere dall’ondata di nazionalismo che ha già travolto l’Europa (con la ribalta dei vari partiti xenofobi e soprattutto il fenomeno Brexit), in risposta ad un’eccessiva globalizzazione, ad un’immigrazione incontrollata ed ad una crisi economica spaventosa. Nessuno è stato rassicurante come lui, con i suoi soldi ed il suo successo, le sue frasi eccessive e dirette, la sua straordinaria capacità di trovare sempre un colpevole. Serve qualcuno che trovi la causa di questo sfacelo e la cacci via puntando l’indice ed urlando “You’re fired!”.
La domanda più grande che resta, dopo un simile risultato, è più o meno questa: come sarà ora l’America? Che effetti avrà la presidenza Trump sul mondo?
Non possiamo fare pronostici, perché già il fatto che questa persona sia arrivata fino alla Casa Bianca dimostra che ormai tutto è possibile, tuttavia possiamo notare – non senza una grande amarezza – che persino uno come Trump è meglio di una donna presidente degli Stati Uniti.

Trump presidente significa che Hillary Clinton non era abbastanza onesta, forte, sana, giusta da poter competere contro di lui. Significa che un paese che ha già sufficienti difficoltà a gestire le tensioni razziali, che con fatica cerca di rendere accessibile l’assistenza sociale e sanitaria, di investire in energie rinnovabili e di riconoscere i diritti delle coppie gay, con i repubblicani al potere subirà una battuta d’arresto. Significa che i sondaggi e gli opinionisti non servono assolutamente a niente. Significa che a volte la democrazia può essere un’arma a doppio taglio.

Questo gli Americani lo sapevano, eppure hanno fatto la loro scelta.

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