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Soldi rubati, soldi fortunati

É il 2011 e la scure della crisi colpisce quel baluardo dell’economia occidentale che è l’Italia. Non v’è salvezza anche se il capo del Governo è un “tycoon figlio di un esperto di borse”. E dire che tutto questo era già stato preconizzato niente meno che da Quelo, il quale già nel 1997 brandiva totem sorridenti paventando “Grossa crisi!”.
Quattorci anni dopo ecco l’antidoto noto come “Manovra Bis”. Salari tassati al 23%. Aumento dell’età pensionabile fino ad un massimo di 70 anni. “Non per fare cassa, bensì per dare un equilibrio di lungo periodo al sistema e garantire maggiore equità intergenerazionale” (dichiarazione rilasciata al “Sole24h” da Mario Baldassarri Presidente della commissione Finanze del Senato). Senza dubbio vero che l’età di pensionamento e quella del primo impiego a tempo indeterminato si avvicinino pericolosamente. Riduzione delle pensioni. E l’idea più originale di tutte: la tracciabilità (divieto di utilizzo di denaro contante nda) del pagamento di somme superiori ai 1000 euro. No alla patrimoniale comunque. Altrimenti come fa il governo del fare a fare qualcosa, senza il consenso del proprio bacino elettorale?Il presidente del Consiglio minaccia “Patrimoniale? Mai e poi mai. Piuttosto mi dimetto!”. Paura eh?
Meglio un’imposta dell’1 o 2% sui capitali già riciclati dallo Stato con lo scudo fiscale del 2009. Imposta che si applicherebbe ai 100 miliardi di capitali esteri rimpatriati solo giuridicamente ovvero dichiarati, ma mai effettivamente rientrati in Italia. E mentre nel Regno Unito in condizioni analoghe la tassazione può arrivare fino al 50%, nel Bel Paese è bello evadere: si rimane anonimi e si paga sui capitali “neri” un modestissimo scotto del 5%. Praticamente la “Fine dei paradisi fiscali”. Parola di Giulio Tremonti che inserisce nel provvedimento anche il taglio delle province con meno di 220 mila abitanti escluse quelle delle regioni autonome e quelle di confine. Come Sondrio, città dai natali illustri. Natali che si chiamano Giulio Tremonti appunto. Lo stesso Tremonti che nel 2010 scorso aveva approvato la cedolare secca sugli affitti ovvero un’aliquota al 21% sui canoni di affitto tecnicamente nota come regime di tassazione “agevolato e semplificato”. L’ennesima nobile deroga del ministvo all’articolo 53 della Costituzione che stabilisce la progressività delle imposte: prima la tassazione ordinaria era a scaglioni e andava dal 23 al 43%. E mentre nell’ultimo mese gli studi dei commercialisti e fiduciari della città di Lugano si sono andati riempiendo di italiani in cerca di consigli su come installare ville, yacht e società di comodo nei vari paradisi fiscali, il Governo batte cassa accorpando festività (laiche) e tagliando ancora una volta linearmente gli stipendi ai dipendenti pubblici. La solita storia del cetriolo e dell’ortolano. E mentre i telegiornali fanno a gara a consultare esperti illustri e premi Nobel, il TG1 rinnova l’appuntamento con con la rubrica “Il Punto” del prof. Lepre. Autore di “L’industria orafa internazionale” e proprietario del Lepre Group, nonché padre di Lello da poco coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio. Non di Stato.


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